La Cassazione penale sezione 1 con la sentenza numero 16683/2026, in tema di delitti contro la persona, ha ricordato che l’estemporaneità e la reciprocità dell’aggressione tra contrapposte fazioni non esclude di per sé la configurabilità dell'”animus necandi” nelle condotte dei corrissanti, potendo il proposito omicidiario maturare anche “in itinere”, sicché anche in tale ipotesi la qualificazione giuridica del fatto deve fondarsi sulla complessiva valutazione delle modalità dell’azione e dei mezzi impiegati.
