La Cassazione penale sezione 6 ha assolto con la formula ”perché il fatto non sussiste” il pm di Milano Fabio De Pasquale e il collega Sergio Spadaro, ora in forza alla Procura europea.
I due magistrati erano stati, entrambi, condannati per rifiuto di atti d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta Eni-Nigeria ad otto mesi di reclusione.
La Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza dello scorso ottobre dei giudici della Corte d’Appello di Brescia che avevano confermato la condanna a otto mesi (pena sospesa) inflitta in primo grado ai due magistrati.
Nella requisitoria di questa mattina il sostituto procuratore generale della Cassazione Cristina Marzagalli ha sollecitato l’assoluzione degli imputati.
‘‘I ricorsi degli imputati sono fondati – ha sottolineato il pg – non c’è stato alcun rifiuto e sono state effettuate scelte processuali fondate. La condotta dei due magistrati è stata tutt’altro che inerte e omissiva ma proattiva.
Inoltre, l’oggetto materiale del rifiuto non esisteva agli atti e non c’è una norma che imponga il deposito in quella fase”.
I due magistrati erano accusati di non aver depositato nel 2021 prove ritenute potenzialmente favorevoli agli imputati del processo per corruzione internazionale Eni- Nigeria, conclusosi con l’assoluzione di tutti gli imputati.
