Recensione a “Il recupero del credito professionale del difensore d’ufficio” di Francesco Bianchini e Dario Epifani, Maggioli Editore, 2026 (Vincenzo Giglio)

È stato da poco pubblicato il manuale operativo indicato nel titolo, all’interno della collana Soluzioni di Diritto.

Gli Autori, Francesco Bianchini e Dario Epifani, sono entrambi avvocati cassazionisti e soci fondatori della Sezione perugina dell’Associazione italiana difensori d’ufficio (ADU).

Il sottotitolo dell’opera, “Giudizio di opposizione al decreto di liquidazione, orientamenti e modelli”, è insieme un’indicazione ai lettori sul suo oggetto specifico e la constatazione di una difficoltà, quella con la quale presto o tardi sono chiamati a fare i conti i professionisti che esercitano la difesa d’ufficio.

Non occorre dilungarsi sul contenuto concreto e sull’organizzazione del manuale.

La chiarezza e l’accessibilità del testo si avvertono fin dalla copertina ed è ugualmente d’aiuto la capillarità del sommario: il lettore segue un percorso ben guidato e scandito.

Anche l’organizzazione dell’opera è user friendly.

La cornice principale è composta dalle risposte, quanto mai esaurienti ed argomentate, proposte dagli Autori per i quattro quesiti che riportano ai momenti decisivi della sequenza che porta all’incasso delle somme che remunerano il lavoro del difensore d’ufficio: l’istanza di liquidazione, il recupero del credito nei confronti dell’assistito, il recupero del credito nei confronti dello Stato; l’opposizione al decreto di liquidazione.

Un utile complemento è dato dalla modulistica necessaria per ogni forma di istanza o reazione oppositiva utile al difensore d’ufficio.

Quanto al metodo espositivo, è degna di nota la narrativa “piana” degli Autori che, senza rinunciare ai tecnicismi indispensabili, curano attentamente la chiarezza e il rigore delle sequenze, arricchendole di costanti richiami normativi, giurisprudenziali e deontologici.

La prospettiva è quella di chi invita a muoversi lungo i binari più sicuri ma senza rinunciare allo sguardo critico che si coglie anche nella capillare rappresentazione dei conflitti giurisprudenziali che abbondano in materia.

Questo, in breve, il piano contenutistico dell’opera.

Piace tuttavia, prima di concludere, sottolinearne un’ulteriore caratteristica.

Ogni aspetto del manuale e la cura con cui è stato redatto evidenziano la dignità che gli Autori, per esperienza professionale di lunga data e convinzione intellettuale, attribuiscono alla difesa d’ufficio.

Si ribellano all’idea che possa essere considerata un’attività minore e le contrappongono l’idea alternativa di una difesa tecnica a tutto tondo che può e deve essere svolta con dignità e impegno, a dispetto di tutte le difficoltà che la caratterizzano.

Avviene così che un manuale, destinato per sua natura a offrire soluzioni operative, diventi anche un testo di principi affermati, rivendicati e attuati ogni giorno nelle aule di giustizia.

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