Albo degli Amministratori giudiziari: il caso della professionista che da sei mesi prova inutilmente ad iscriversi, del portale dedicato dentro PST che non funziona e del silenzio degli uffici ministeriali (Vincenzo Giglio)

Il dover essere

I professionisti dell’area legale e contabile hanno varie occasioni per collaborare con la giustizia.

Tra queste vi è la possibilità di diventare amministratori giudiziari e ricevere quindi dall’AG incarichi di custodia e gestione dei beni sequestrati e confiscati in ambito preventivo o penale.

Si tratta di occasioni preziose, e come tali di solito ambite, per una pluralità di ragioni: gli interessati hanno l’opportunità di stare a stretto contatto con la giustizia, osservandone il funzionamento da insider ed anzi partecipando ai suoi meccanismi decisionali, specialmente nel confronto con il giudice delegato; possono misurarsi, se in possesso dei requisiti richiesti, con la complessità dell’amministrazione aziendale; devono fronteggiare l’ulteriore complessità del confronto/scontro con le persone che hanno subito la misura ablativa; devono conciliare – e probabilmente questa è la sfida più difficile – interessi il cui conflitto è sempre latente: in primo luogo quello dell’amministrazione e della sua sostenibilità economica; a seguire quello degli “espropriati” al mantenimento in salute dei loro beni ove la procedura si concludesse in modo a loro favorevole e avessero quindi diritto alla restituzione; quello analogo dello Stato ove la confisca divenisse definitiva; quello dei terzi interessati; infine, ultimo ma non ultimo, gli incarichi di amministrazione giudiziaria assicurano ai titolari un incremento, che in taluni casi può essere significativo, del loro reddito professionale.

L’accesso a queste opportunità richiede l’iscrizione ad un Albo, istituito presso il Ministero della Giustizia.

L’iscrizione è subordinata al possesso di requisiti piuttosto stringenti.

La domanda di iscrizione va presentata con modalità telematiche e deve essere accompagnata da vari allegati (il relativo modulo e la guida per la presentazione sono allegati alla fine del post).

Tutte le informazioni necessarie sono reperibili sul sito web istituzionale del Ministero della Giustizia (a questo link) e ad esso si rimanda integralmente.

L’essere

Nel paragrafo precedente è stato descritto, sia pure sommariamente, il modo in cui le cose dovrebbero andare.

In questo, invece, si parlerà di come vanno davvero.

Si parlerà di una giovane professionista, il cui nome non è importante citare, la quale, in possesso di tutti i requisiti richiesti e desiderando iscriversi all’Albo degli Amministratori giudiziari, ha iniziato la relativa procedura a settembre del 2025 e a tutt’oggi non è ancora iscritta.

Seguono adesso le tappe che hanno scandito la sua personale odissea (il tentativo di iscrizione) e che finora non sono bastate ad assicurarle il suo altrettanto personale ritorno ad Itaca (l’iscrizione).

 La storia inizia, come già si diceva, a settembre dello scorso 2025 allorchè la professionista fa il primo tentativo di accesso alla “area riservata amministratori giudiziari” del PST Giustizia.

Si scontra con il suo malfunzionamento prolungato e tenta di ovviare con numerosi solleciti telematici e telefonici.

Il 3 novembre compila la domanda e versa l’importo richiesto di 100 euro.

Il 12 dicembre, perdurando il malfunzionamento ed espressamente autorizzata dal Ministero, inoltra via PEC la domanda sottoscritta digitalmente.

Lo stesso fa il 19 dicembre, anche in questo caso a richiesta del Ministero.

Il 25 giugno 2026 sollecita ancora una volta il Ministero della Giustizia.

Oggi, 4 luglio 2026, la professionista non risulta ancora iscritta all’Albo degli Amministratori giudiziari, perdura il malfunzionamento del portale da cui dovrebbe transitare l’iscrizione, gli uffici ministeriali continuano a non rispondere.

Per finire

Chi scrive non sa se questa storia abbia confini meramente individuali o si estenda ad una platea indeterminata.

Non sa neanche quali ragioni stiano determinando il malfunzionamento di cui si è parlato, se siano transitorie o permanenti, se siano risolvibili e in corso di risoluzione oppure no, se mettano in discussione oppure no l’affidabilità del software che gestisce la procedura.

Pensa tuttavia che i problemi posti in evidenza, individuali o collettivi, piccoli o grandi, risolvibili o no, meritino comunque una risposta e lo scopo di questo post è proprio questo: sollecitare un chiarimento e sperare di averlo.

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