Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 12352/2026, 20 novembre 2025/2 aprile 2026, ha chiarito che il principio dell’integrazione delle sentenze conformi, o più precisamente delle motivazioni di esse, vale come criterio di ermeneutica giurisdizionale, per ritenere estese le argomentazioni della sentenza di primo grado alla motivazione della sentenza di appello, che ne abbia confermato il dispositivo; tuttavia, tale criterio non implica il principio secondo cui il giudice di appello potrebbe pervenire ad identica decisione di quello di primo grado solo in base ad identiche argomentazioni o ad identico iter logico-giuridico (Sez. 4, n. 8619 del 24/04/1981, Rv. 150353 – 01).
Il giudice di appello, quale giudice di merito di secondo grado, può quindi effettuare una ricostruzione dei fatti diversa da quella operata dal primo giudice e pervenire alla stessa decisione, fondandola su altri elementi di giudizio emersi nel processo e ritenuti attendibili (Sez. 4, n. 6327 del 24/02/1981, Rv. 149554 – 01).
