Il Ministro della Giustizia, On. Carlo Nordio, è stato intervistato da Ermes Antonucci sul palco della Festa dell’Innovazione del Foglio, tenutasi ieri 6 giugno 2026 a Venezia (a questo link di GNews per la consultazione).
L’intervistatore ha sollecitato il Ministro su molti temi e l’intervistato, come è suo costume, non si è certo tirato indietro.
Proviamo adesso a sintetizzare i punti salienti, con le esatte parole del Guardasigilli.
La grazia a Nicole Minetti
“Un’intensa e molto competente indagine della procura generale di Milano, per quasi un mese, ha risolto la questione. Mentre però l’attacco a un Ministro può essere anche comprensibile –quello al Capo dello Stato, no, e anche un bambino avrebbe capito che il bersaglio non ero io”.
Le accuse a Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri di essere i mandanti delle stragi mafiose dei primi anni Novanta
Un’indagine durata tre decenni e poi archiviata è “Contraria ai principi minimi dello Stato di diritto e a quello della ragionevole durata del processo”.
Il referendum sulla separazione delle carriere
“Eravamo convinti di vincerlo”.
Il caso di Garlasco
“Dai tempi di Cogne i processi si fanno in tv e ogni volte che poni dei paletti si parla di lesa maestà e di libertà di stampa, mai di quelle persone che finiscono nel tritacarne e perdono la dignità e certe volte anche la vita”.
La digitalizzazione della giustizia e il processo telematico
“Posso assicurare che stiamo andando molto velocemente. È chiaro che una transizione tecnologica può creare degli inconvenienti, come li ha creati, però li stiamo risolvendo. Penso entro brevissimo tempo arriveremo a ottimi risultati. Sicuramente entro la fine di questa legislatura e io sono sicuro di vederli questi risultati”.
L’uso dell’intelligenza artificiale negli atti giudiziari
“Non potrà mai sostituire l’intelligenza umana”.
Un breve commento
Non che al Ministro possano importare le opinioni di un blog ma, per una volta, sono d’accordo su tutto quello che ha dichiarato.
Questa comunanza di pensiero richiede però qualche specificazione per alcuni punti.
L’alta velocità della digitalizzazione e del processo telematico e la sicurezza di ottimi risultati entro la legislatura andrebbero meglio classificate tra le speranze con dita incrociate piuttosto che come constatazioni di fatti avvenuti. I continui malfunzionamenti di vari applicativi e lo sfinimento dei legali che sono costretti a servirsene ne sono la prova.
Non dubito che il Ministro fosse certo della vittoria del Sì nella campagna referendaria ma è proprio questa sicurezza, sua e di molti altri, che ha concorso non poco alla sconfitta: si è pensato appunto che bastassero i richiami alla giustizia giusta e all’ingiustizia ingiusta così come al merito meritevole e al demerito immeritevole; si è pensato anche che blindare il testo della riforma e chiuderlo ad ogni confronto fosse la strada migliore; si è pensato infine che la Costituzione fosse materia facilmente disponibile e manipolabile. Si è compreso solo dopo il voto di avere pensato molto male.
E poi le indagini infinite e i danni altrettanto infiniti dei processi mediatici; come si fa a non essere d’accordo col Ministro?
Ma chi, se non il Governo, unitamente alla maggioranza parlamentare di cui è espressione, ha in mano le leve per debellare o almeno attenuare e circoscrivere queste due aberrazioni?
Infine, l’intelligenza artificiale e la ferma convinzione della sua incapacità di prendere il posto di quella umana.
Giusto dirlo, crederlo e adoperarsi perché sia così, ma nel frattempo sta avvenendo qualcosa che sarebbe sembrato impossibile in passato: a giudicare da quel che si legge sui social, quei palcoscenici sempre disponibili per lo show di chiunque voglia esibirsi, il pensiero umano sembra rarefarsi, talvolta addirittura liquefarsi; come se, in altre parole, l’intelligenza umana stia trasformandosi volontariamente in quella artificiale, allucinazioni ed errori compresi.
Un problemaccio.
