Nuovo decreto sicurezza e criminalità minorile: tutte le novità (Redazione)

Il Consiglio dei ministri si è concluso ed ha varato il nuovo decreto sicurezza che contiene le seguenti novità’. Prima è opportuno segnalare che il Quirinale ha bloccato la possibilità di dare compiti di polizia giudiziaria ai militari e il Governo ha fatto retromarcia.

La Presidente Meloni ha dichiarato che “chi rompe paga e se è minore pagano i suoi genitori”, concetto pragmatico ma lapalissiano.

Sarà introdotto il reato di partecipazione violenta a una manifestazione.

“Se durante un corteo o una manifestazione ti unisci a un gruppo di cinque o più persone, ti metti a tirare pietre, petardi, bastoni, metti in pericolo la sicurezza di tutti, rischi fino a cinque anni di carcere, fino a 20 mila euro di multa. Se avevi il volto coperto o se hai ferito qualcuno, la pena aumenta e aumentano anche le pene per chi devasta in gruppo”.

Con questo provvedimento applichiamo “un principio semplice: chi rompe paga e se chi rompe è un minorenne pagano i suoi genitori“, ha detto Meloni. “Come funziona? Se il danno è a un bene pubblico, una pensilina, un semaforo, una camionetta, il prefetto manda a casa l’ingiunzione di pagamento. Se il danno è a un privato, una vetrina, un negozio, un’auto, il proprietario va dal giudice ottiene un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo”.

“Oggi per un ragazzo tra i 14 e i 18 anni – ha proseguito Meloni – lo Stato deve dimostrare ogni volta che era in grado di capire quello che stava facendo. Noi avevamo già approvato una norma che ribalta questo principio, cioè si presume che fosse in grado di capire quello che stava facendo salvo prova contraria. Quella norma è in Parlamento, ma con il decreto di oggi diventa operativa immediatamente. E il fermo preventivo che finora valeva solamente per gli adulti si potrà applicare anche ai minorenni“.

“Voglio essere chiara: non c’è idea politica, non c’è disagio sociale, non c’è opposizione al governo che possa giustificare la devastazione di un negozio per portare via la merce”, ha detto ancora Meloni. “Dietro quella vetrina c’è una famiglia che ha investito i sacrifici di una vita, ci sono lavoratori che rischiano di perdere il proprio impiego, ci sono cittadini che hanno diritto di vivere la propria città senza paura. Non c’è niente di rivoluzionario nel devastare e nel rubare. Devastare e rubare non è protesta, è criminalità. E la risposta dello Stato deve essere ferma”.

Il ministro alla Giustizia Carlo Nordio, alla conferenza stampa a Palazzo Chigi, dopo il Cdm ha spiegato che “per arginare questo fenomeno che questi giorni ha colpito nelle nostre città è stato fatto questo schema che riguarda la procedura penale: primo, riguarda la presunzione di capacità di intendere e di volere, ovvero, l’imputabilità, del minore dai 14 e i 18”. Già inserita nel disegno di legge, ma “oggi viene inserita nel decreto legge e ha efficacia immediata”, ha detto.

Nordio ha spiegato che “c’è una fattispecie autonoma” di reato “punita da 4 ai 12 anni per chiunque anche mediante strumenti informatici o telematici promuove la formazione di un gruppo” per queste “manifestazioni violente”.

Il fermo preventivo per le manifestazioni esteso anche per “chi turba la sicurezza in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone“: lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al termine del Consiglio dei ministri. “Si fonda sul sospetto di commettere reati – ha aggiunto – anche nei confronti dei minori” su un fenomeno “inedito”.

Post in via di aggiornamento

Per seguire la conferenza stampa, il link:

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