La mancata corrispondenza tra i fascicoli digitali e quelli cartacei, sia nella fase delle indagini preliminari sia nel dibattimento, con conseguenti difficoltà per i difensori di conoscere integralmente e tempestivamente gli atti accessibili del procedimento è sotto gli occhi di tutti.
Nel fascicolo dibattimentale risulterebbero talvolta omessi documenti essenziali, inclusi quelli relativi alla notificazione del decreto di citazione a giudizio, compromettendo la possibilità di verificare la regolare instaurazione del contraddittorio e di sollevare tempestivamente le relative eccezioni; la medesima nota segnala ritardi nell’abilitazione dei difensori al portale dopo la notificazione dell’ avviso di conclusione delle indagini preliminari, carenze di interoperabilità tra portale, TIAP e applicativo APP, difficoltà di consultazione degli atti depositati dagli stessi difensori e assenza di avvisi sui nuovi depositi.
Le disfunzioni denunciate rischiano di incidere sull’effettività del diritto di difesa e sulla parità delle parti, tutelati dagli articoli 24 e 111 della Costituzione, rendendo l’esercizio delle facoltà processuali dipendente dal livello di informatizzazione e dalle prassi dei singoli uffici.
La questione è stata portata all’attenzione del Parlamento il 6 ottobre 2026 con l’interrogazione parlamentare in allegato.
Un plauso a Movimento Forense
