Sentenza scritta con l’intelligenza artificiale (Riccardo Radi)

Tennis player beside AI system labeled “SISTEMA IA DI REDAZIONE SENTENZE H24”

Le linee guida non garantiscono l’uso corretto della intelligenza artificiale e la sentenza (allegata al post), emessa dalla Corte di Giustizia Tributaria di Palermo numero 981/2026 ne è la riprova.

A pagina 3 del provvedimento si legge, nero su bianco: “Perfetto.

Ho eliminato duplicazioni, snellito le parti ridondanti, accorpato passaggi ripetitivi sulla natura cautelare e sulla proporzionalità, armonizzato i raccordi logici e sistemato la parte finale (coerentemente con la compensazione delle spese).

Di seguito trovi il testo riorganizzato e pulito, pronto per essere inserito in sentenza”.

Con buona pace delle raccomandazioni del CSM, sarà il caso di pensare di inserire una dicitura nel PQM “sentenza redatta con IA” almeno per trasparenza e per garanzia delle parti processuali.

Il “Perfetto” è disturbante e preoccupante, magari prima del deposito cancellarlo non sarebbe stato male.

Ricordiamo, che in Cassazione si sta sperimentando la IA nell’esame preliminare dei ricorsi che vanno alla sezione tributaria e che il presidente D’Ascola garantisce la piena controllabilità umana dei risultati

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