Stalking configurabile quando si è costretti a rendere il profilo social privato per evitare controlli (Riccardo Radi)

Uomo rende privato il profilo Facebook

Anche rendere il profilo social privato per evitare di essere controllato dalla ex compagna è un cambiamento delle abitudini di vita che integra l’articolo 612 bis c.p., così si è espressa la cassazione penale sezione 5 con la sentenza numero 34445 del 24 settembre 2026.

La Suprema Corte ha sottolineato che quanto all’alterazione delle abitudini di vita, il giudice del riesame ne ha motivato la sussistenza evidenziando come la persona offesa, proprio in conseguenza delle condotte persecutorie subite e del timore di ulteriori azioni denigratorie, avesse,per un verso, modificato le modalità di utilizzo dei social network, limitandone la visibilità e restringendo le possibilità di interazione ai soli utenti conosciuti, per altro verso, avesse assunto accorgimenti atti a prevenire la possibilità che l’indagata si presentasse presso la sua abitazione o i suoi luoghi di lavoro.

Di tanto dato atto e ribadito il criterio interpretativo, elaborato dalla cassazione secondo cui, in tema di atti persecutori, la prova dello stato d’ansia o di paura denunciato dalla vittima del reato può essere dedotta anche dalla natura dei comportamenti tenuti dall’agente, qualora questi siano idonei a determinare in una persona comune tale effetto destabilizzante (Sez. 5, n. 24135 del 09/05/2012, Rv. 253764 – 01; sez. 5, n. 17795 del 02/03/2017, RV. 269621 – 01), va riconosciuto che ad esso il Tribunale si è attenuto nella verifica del suo concreto ricorrere nella fattispecie esaminata.

Tanto emerge dal passaggio argomentativo dell’ordinanza impugnata in cui si è congruamente spiegato come lo stillicidio – protrattosi per almeno quattro mesi – di comportamenti intrusivi nella sfera privata e relazionale della persona offesa fosse stato tale da averle cagionato, stando alle comuni massime di esperienza, quanto meno un accentuato stato d’ansia per le possibili ulteriori iniziative moleste dell’indagata, dimostratasi dotata di significativa pervicacia nel portarle avanti,

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