La sicurezza del potere si fonda sull’insicurezza di cittadini: l’art. 1 della Carta costituzionale segreta secondo Sciascia (Vincenzo Giglio)

Un quarto di secolo fa Leonardo Sciascia pubblicò per Adelphi il romanzo Il cavaliere e la morte.

Apparteneva dichiaratamente al genere “sotie” (parola che, peraltro, costituisce il sottotitolo del libro), nato in Francia e diffuso tra il quindicesimo e il sedicesimo secolo, di tipo satirico-allegorico ma con finalità di critica politica o religiosa.

Le opere del genere avevano un uso teatrale ed erano interpretate dai sots (letteralmente sciocchi), attori che interpretavano il ruolo di buffoni e godevano quindi dell’impunità solitamente riconosciuta a costoro: come dire che solo i folli potevano criticare il potere perché criticare il potere era folle.

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