Il congresso straordinario dell’UCPI: le considerazioni introduttive della Giunta (Vincenzo Giglio)

Lawyers’ congress panel in Rome with text “CONGRESSO NAZIONALE AVVOCATI,” “DIRITTO E FUTURO - ROMA 2024,” and “PANEL 3.”

La lettera della Giunta dell’UCPI

Nei giorni del 30 ottobre e dell’1° novembre 2026 si terrà a Brescia un congresso straordinario dell’Unione delle Camere penali italiane che vuole essere “un momento di confronto, partecipazione e approfondimento dedicato ai temi centrali della giustizia penale, del diritto di difesa e del ruolo dell’avvocatura penalistica” e che “riunirà avvocati penalisti, rappresentanti istituzionali, studiosi e professionisti provenienti da tutta Italia, in un contesto pensato per favorire il dialogo, il lavoro congressuale e la condivisione”.

In vista dell’evento, la Giunta dell’UCPI ha inviato ai presidenti delle Camere penali una lettera (allegata alla fine del post), sollecitando per loro tramite gli iscritti a cooperare per una definizione condivisa degli obiettivi da raggiungere e degli strumenti per farlo.

Ha dal canto suo selezionato quattro temi, ritenendoli di importanza centrale.

Il primo è la comunicazione.

Deve servire a rappresentare efficacemente valori, contenuti e scopi dell’Unione.

Questo obiettivo richiede tuttavia una nuova narrazione che raggiunga una platea vasta e contrasti la cultura giustizialista da tempo maggioritaria nel Paese.

La Giunta si è rivolta a tal fine ad una società di comunicazione, affidandole l’elaborazione di un progetto per la costituzione di un’articolata struttura comunicativa e l’elaborazione delle più opportune strategie, ma chiedendo comunque al dibattito congressuale la definizione dei criteri operativi e l’identificazione dei contenuti.

Segue la riflessione sull’impatto della tecnologia (IA, social ma anche giustizia telematica) sulla professione penalista e sulla formazione che deve precederla.

La Giunta è consapevole che la rarefazione delle occasioni di confronto fisico tra gli attori della vita forense implica la perdita della forma tradizionale di apprendimento del sapere e ritiene che occorra ripensare i percorsi formativi che consentano ai professionisti legali di vivere i cambiamenti da protagonisti e non da spettatori.

Il terzo tema è il rafforzamento degli organismi interni (scuola di specializzazione, scuole territoriali, progetto scuole, Osservatori …) che sarebbe vano se gli iscritti non partecipassero o comunque non attribuissero importanza alle occasioni formative e, più in generale, alle attività camerali.

Il quarto obiettivo è la conservazione e la promozione del fondamento etico-politico del penalista che l’Unione individua nella “capacità di riconoscere l’ingiustizia nelle indagini, nel processo e nell’esecuzione penale”, nella “capacità di raccontare l’ingiustizia” e dunque, infine, nella “capacità di denunciare politicamente l’ingiustizia”, quale presupposto per formulare proposte dirette alla rimozione delle cause che l’hanno prodotta.

Note di commento

Due passaggi testuali, entrambi contenuti nella parte introduttive della lettera della Giunta, contribuiscono assai bene a chiarire le spinte da cui è nata l’idea del congresso straordinario.

Si tratta di una esigenza di confronto evidentemente legata alla sconfitta referendaria, ma siamo convinti che quest’ultima non ne sia stata la causa ma sia stata invece esclusivamente l’occasione di portare ad emersione sentimenti e idee che hanno reale origine nelle profonde mutazioni che nel tempo hanno investito il processo, l’avvocatura e l’intero mondo della giustizia”.

Ci è stato ben chiaro, anche in occasione della campagna referendaria, come sia indispensabile che quei valori inevitabilmente controintuitivi che costituiscono il nostro patrimonio di principi, per poter raggiungere efficacemente il pubblico, debbano essere oggetto di una nuova e diversa narrazione, che, senza tradirne i contenuti, riesca a raggiungere e coinvolgere una platea ben più vasta di cittadini con il fine di contrastare quella cultura giustizialista maggioritaria nel Paese che oramai da decenni presidia tutti i temi della giustizia e che nessuna parte politica intende seriamente contrastare”.

È chiaro adesso che la bruciante sconfitta referendaria è stata l’impulso primario.

È ugualmente chiara la consapevolezza di un conflitto inevitabile tra i “valori controintuitivi” propri dei penalisti associati e un quadro politico entro il quale la cultura giustizialista è largamente diffusa senza significative differenze tra maggioranza e opposizioni.

Coerenza avrebbe voluto che a queste premesse seguisse l’ammissione di quello che, per chi scrive, è stato un errore strategico: l’affiancamento dell’UCPI al Governo nella campagna referendaria.

Si potrebbe obiettare che la separazione delle carriere è un obiettivo storico dei penalisti e non si sarebbe potuto non sostenere il Governo che si era adoperato per raggiungerlo.

Ma è lo stesso Esecutivo che sta spingendo per rendere sempre più controintuitivi quei valori che dovrebbero al contrario essere moneta corrente in base alla Costituzione.

L’endorsement piuttosto acritico ha creato dunque, sempre per chi scrive, le condizioni per perdere un bel pezzo dell’anima unionale.

Quanto al resto, i quattro temi indicati in vista dell’appuntamento congressuale sono tutti astrattamente condivisibili.

L’attenzione deve quindi essere spostata sulle concrete modalità con cui perseguirne la realizzazione.

Chi comunica, come, dove, dicendo cosa, parlando a chi?

Chi forma le nuove e anche le vecchie generazioni, come lo fa, con quali strumenti, a quale avvocatura si rivolge, quale avvocatura promuove?

Come pensare gli organi interni a partire dagli Osservatori? Chi ne farà parte, con quali criteri saranno scelti i componenti, quale tipo di legittimazione dovranno avere, quale libertà di azione gli sarà concessa?

Come sarà conservato e promosso il fondamento etico-politico del penalista, in quali sedi sarà esibito e fatto valere, chi scenderà in campo per difenderlo, quali prezzi si accetteranno per difenderlo?

Queste le domande che parebbe importante porre.

Le risposte spetteranno al congresso.

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