Prova scientifica: il vizio di motivazione deducibile per cassazione è ravvisabile solo ove risulti che le conclusioni del consulente di una parte dimostrino la fallacia di quelle espresse da altro esperto e recepite dal giudice (Vincenzo Giglio)

Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 39737/2025, 4/10 dicembre 2025, ha chiarito che, in tema di prova scientifica, il vizio di motivazione deducibile con il ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen. sussiste solo qualora risulti che le conclusioni del consulente di una delle parti siano tali da dimostrare la fallacia di quelle espresse da altro esperto e recepite dal giudice.

Ipotesi che, ad avviso del collegio decidente, non ricorre nel caso oggetto di ricorso, posto che i dati tecnici forniti dal consulente della difesa sono essi stessi frutto di una valutazione probabilistica.

La censura svolta nel ricorso si basa sulle incongruenze riscontrate nella sentenza per sconfessare la tesi del consulente tecnico della difesa.

Tale impostazione non è, però, utile a dimostrare la fallacia del ragionamento sul quale si fonda la decisione in quanto non va oltre la prospettazione della plausibilità di una tesi alternativa.

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