2014
“non raramente i Giudici tendono […] ad abbassare il livello della difficoltà di valutare il magmatico compendio probatorio riducendolo nell’alveo di un’unica ipotesi; partendo dalla premessa che un evento sia successo, trattano gli elementi che la mettono in discussione come se fossero inconsistenti o meri “rompicapo” e non come controfatti idonei a confutare e falsificare l’ipotesi” (Cassazione penale, Sez. III, 2 luglio 2014, n. 38271).
2025
“occorre […] guardarsi dalle distorsioni (biases) che insidiano particolarmente il giudizio sulla colpa e che […] costituiscono il frutto (avvelenato) del sistema di conoscenza fondato su c.d. euristiche (tra cui le euristiche della rappresentatività e della disponibilità, in base alle quali, rispettivamente, tendiamo a ritenere probabile un evento perché produce un particolare impatto emotivo e/o perché serbiamo ricordo di eventi analoghi, quand’anche probabile in termini oggettivi non sia affatto). Sistema veloce ed intuitivo, ma foriero di errori” (Cassazione penale, Sez. VI, n. 9906/2025, 3 dicembre 2024/11 marzo 2025).
Un po’ più di dieci anni tra queste due decisioni.
In mezzo poco altro e quel poco non ha mai fatto scuola, non è mai riuscito a trasformarsi in seme e aprire nuove prospettive.
Per ora è così ma l’essere umano è ancora lì, proponendo tutti i suoi rompicapo.
Quanto ancora potremo permetterci di ignorarli?
