Una storia che dovrebbe far riflettere. L’altro ieri il minore C.G. è stato condannato all’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale per aver tolto la vita a due studenti e due insegnanti nel settembre del 2024 in un liceo in Georgia.
Ieri, il padre del minore è stato condannato a 15 anni di carcere per aver dato al figlio come regalo di Natale l’arma usata per sparare all’Apalachee High School, causando quattro vittime.
Una giuria ha riconosciuto Colin Gray colpevole di diversi capi d’accusa, fra i quali omicidio di secondo grado e omicidio colposo. È il primo caso nello Stato della Georgia di condanna a carico del genitore per un reato commesso dal figlio, il terzo caso a livello nazionale.
Nel pronunciare la sentenza, il giudice Nicholas Primm ha affermato di dover valutare l’omissione di Gray in relazione ai crimini commessi dal figlio. “Non posso emettere una sentenza lasciandomi guidare dalle emozioni. Ho il compito quasi impossibile di condannarla senza farmi trasportare dai sentimenti, nonostante l’immenso dolore che ha causato”, ha detto Primm, osservando che “il 4 settembre 2024, vite e famiglie sono state cambiate per sempre“.
Secondo l’accusa, Gray aveva consegnato l’arma al figlio, C.G. malgrado le forze dell’ordine si fossero recate a casa loro pochi mesi prima, dopo che il ragazzo aveva minacciato di compiere una strage in una scuola elementare.
L’adolescente era ossessionato dagli autori di stragi di massa: l’accusa ha fatto ascoltare in aula alcune telefonate dal carcere con la madre, nelle quali il ragazzo sembrava compiacersi dell’attenzione mediatica suscitata dal massacro. “Il peso dei suoi crimini è indissolubilmente legato alle azioni di un’altra persona: suo figlio“, ha detto Primm. “Due scenari: in entrambi lei ha fallito allo stesso modo. Non ha fatto seguire suo figlio da uno specialista e non ha rimosso le armi da casa“.
L’autore della sparatoria, oggi sedicenne, rimarrà per tutta la sua vita in carcere ed ha evitato la pena di morte solo per la sua giovane età.
Una storia che dovrebbe far pensare (non è facile per molti fermarsi a riflettere) chi sposa la filosofia del prima sparare e poi chiedere.
