Oratoria forense napoletana: candidata al riconoscimento UNESCO quale patrimonio culturale immateriale dell’umanità (Redazione)

19th-century courtroom with lawyer speaking to judges and audience

Segnaliamo l’iniziativa del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli che ha proposto di candidare al riconoscimento UNESCO l’ars oratoria quale patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

D’altronde, la cultura giuridica napoletana ha lasciato un’impronta profonda ben oltre i confini della città: basti pensare all’influenza esercitata da Gaetano Filangieri sulla Costituzione degli Stati Uniti.

A Castel Capuano che a partire dal XVI secolo si è trasformato in sede del tribunale e delle carceri cittadine, passeggiando nella Gran Sala, finemente affrescata, è possibile incrociare lo sguardo, fra gli altri, di Alfredo De Marsico, Nicola Amore, Enrico De Nicola, Emanuele Gianturco, immortalati nei loro busti marmorei. Autentici maestri dell’ars oratoria.

L’idea nasce dalla consapevolezza di custodire un patrimonio culturale e giuridico di valore inestimabile, spiega il presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, Carmine Foreste.

Non va dimenticato, inoltre, che il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, istituito nel 1780, è il più antico del mondo”.

Il percorso verso il riconoscimento UNESCO – prosegue il presidente – prenderà avvio con una fase di confronto e condivisione con la società civile e con le istituzioni del territorio. Successivamente la proposta sarà trasmessa alla Regione Campania, primo passaggio formale dell’iter di candidatura”.
Per quanto mi risulta – conclude Foreste – si tratta della prima iniziativa di questo genere mai promossa in Italia sul tema”.

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