Libertà di uccidere: la nuova “legittima difesa” (Abate Faria)

Young man climbing gate while older man aims rifle at him on private land

Prima l’annuncio poi il deposito, questa mattina il Senatore Borghi (immaginiamo con telecamere al seguito, a proposito Salvini andrà a Bollate o al Ministero?) come primo firmatario dovrebbe depositare in Senato un DDL per la modifica dell’articolo 52 del Codice Penale.

In un sol colpo la proposta di modifica farà carta straccia dei principi elaborati per il riconoscimento della legittima difesa (pericolo attuale, proporzionalità, reazione legittima):

Nello specifico, all’art. 52 del codice penale si intende aggiungere il seguente nuova un nuovo comma: “In caso di aggressione a mano armata all’interno del proprio domicilio o del proprio esercizio commerciale, professionale o imprenditoriale, qualsiasi reazione posta in essere nell’immediatezza del fatto da chi subisce l’aggressione è non punibile, indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta”.

Benvenuti nel Far West, solo per un pugno di … voti in più.

Dimenticate presto quanto era previsto per il riconoscimento della legittima difesa:

1) l’aggressione ingiusta”.

2) la reazione della vittima deve essere “legittima”, ovvero necessaria ed inevitabile e non sostituibile con altra meno gravosa e che possa comunque condurre alla salvezza o alla tutela del diritto esposto a pericolo di aggressione.

3) il pericolo a cui viene esposto il bene, che ovviamente non deve essere stato cagionato volontariamente dalla vittima, deve essere “attuale”, ovvero porsi necessitato dall’imminenza dell’offesa, alla quale è necessario reagire in modo pronto e sollecito.

4) altro requisito indispensabile ai fini dell’applicabilità della scriminante della legittima difesa è quello della proporzionalità tra l’offesa e la difesa.

Lacci e lacciuoli che imbrigliano il sentimento popolare ed allora libertà di uccidere senza remore, senza pentimenti anzi rivendicando la bontà della propria condotta e pretendendo un salvacondotto a prescindere dalla consapevolezza di avere ucciso.

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