Il Consiglio dei Ministri si è riunito martedì 14 luglio 2026, alle ore 18.05 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giorgia Meloni. Segretario, il Sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano.
Tra i vari provvedimenti approvati vi è un disegno di legge contenente “Disposizioni in materia di sicurezza e per la prevenzione del disagio giovanile, nonché di ordinamento, organizzazione e funzionamento delle Forze di polizia e del Ministero dell’interno”.
Eccone la descrizione, ricavata integralmente dal Comunicato stampa n. 181.
“Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni, del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, del Ministro della giustizia Carlo Nordio, del Ministro della difesa Guido Crosetto, del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti e del Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Roccella, ha approvato, in esame integrativo e con procedura d’urgenza, un disegno di legge che introduce disposizioni in materia di sicurezza e per la prevenzione del disagio giovanile, nonché in materia di ordinamento, organizzazione e funzionamento delle Forze di polizia e del Ministero dell’interno.
In materia di sicurezza, il provvedimento introduce un nuovo strumento di prevenzione: quando cinque o più persone, anche in gruppo, tengono, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, comportamenti intimidatori, di grave molestia o violenti contro persone o cose, il questore potrà disporre l’avviso orale e il divieto di radunarsi con una o più delle stesse persone nei confronti di chi sia stato già destinatario, nei cinque anni precedenti, di misure di prevenzione o di provvedimenti a tutela della sicurezza urbana, o sia stato condannato, anche con sentenza non definitiva, per delitti contro la persona o il patrimonio commessi in luogo pubblico.
Il disegno di legge, inoltre, estende la possibilità di accompagnamento e trattenimento negli uffici di polizia, ai fini dell’identificazione, nel corso di specifiche operazioni dirette a prevenire reati che turbino l’ordine e la sicurezza pubblica in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone, nei confronti di chi, sulla base di circostanze concrete – tra cui il possesso di oggetti pericolosi o la presenza di precedenti per reati contro la persona o il patrimonio, in materia di stupefacenti o di armi – sia ritenuto fonte di concreto pericolo per la sicurezza.
Sul piano penale, sono introdotte due nuove circostanze aggravanti comuni: la prima riguarda i delitti non colposi contro la vita, l’incolumità individuale e la libertà morale commessi ai danni dei giornalisti nell’esercizio o a causa della loro attività e dei direttori di testata; la seconda colpisce chi oltre a violare un provvedimento di rimpatrio o il divieto di reingresso nel territorio dello Stato commette un delitto.
In materia di danneggiamento, è prevista un’autonoma fattispecie aggravata, più severamente punita, per il fatto commesso da cinque o più persone riunite, con la possibilità di procedere all’arresto anche nella forma della flagranza differita.
Il provvedimento rafforza poi il contrasto alle occupazioni arbitrarie di immobili, estendendo la procedura accelerata che consente alle forze di polizia di liberare rapidamente l’immobile occupato e di reintegrare l’avente diritto nel possesso: tale procedura, oggi riservata al caso in cui l’immobile sia l’unica abitazione effettiva del denunciante, viene resa applicabile a tutte le ipotesi di occupazione arbitraria.
Sul piano civilistico, è escluso il diritto al risarcimento del danno in favore di chi, nel commettere taluni gravi reati – tra cui la violenza sessuale, il furto in abitazione, la rapina e il sequestro di persona a scopo di estorsione – subisca un danno a opera della persona offesa in occasione della commissione del reato stesso.
È inoltre prevista la procedibilità d’ufficio per il reato di lesioni personali lievi commesso ai danni di ufficiali e agenti di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza.
Sul fronte della prevenzione del disagio giovanile e del sostegno alle famiglie nella funzione educativa, è istituita, nell’ambito dei Centri per la famiglia, una rete territoriale dell’alleanza educativa, in raccordo con le istituzioni scolastiche e le realtà del territorio, e sono promossi progetti volti a contrastare la povertà educativa e l’emarginazione sociale.
Per il potenziamento operativo delle Forze di polizia, il provvedimento prevede, tra l’altro, il rafforzamento dei presidi della Polizia di Stato sul territorio, il potenziamento della vigilanza dei litorali, la disciplina dell’impiego degli aeromobili a pilotaggio remoto e misure per il contrasto degli illeciti sulla rete ferroviaria.
In materia di ordinamento, organizzazione e funzionamento delle Forze di polizia e del Ministero dell’interno, si interviene sui percorsi concorsuali e di carriera del personale e sui requisiti di accesso ai ruoli. Sono infine introdotte disposizioni in materia di ricompense e di benefici assistenziali in favore delle Forze di polizia”.
In sintesi (e limitatamente al versante preventivo e a quello penale):
- più poteri preventivi al Questore e alla polizia (avviso orale, divieto di raduno, accompagnamento e trattenimento in uffici di polizia a fini di identificazione):
- due nuove aggravanti comuni: la prima applicabile a vari delitti commessi a danno di giornalisti e direttori di testata; la seconda a carico di chi oltre a violare un provvedimento di rimpatrio o il divieto di reingresso nel territorio dello Stato commette un delitto;
- una nuova fattispecie aggravata di danneggiamento se il fatto è commesso da cinque o più persone;
- procedibilità d’ufficio per il reato di lesioni personali lievi se commesso in danno di ufficiali e agenti di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza.
Nessuna di queste misure sembra davvero indispensabile.
Le finalità che le sorreggono potrebbero essere nella maggior parte dei casi raggiunte a legislazione vigente: che bisogno c’era, ad esempio, di una fattispecie di danneggiamento aggravato in quanto commesso da almeno cinque persone, posto che l’art. 112 comma 1 n. 1, cod. pen. prevede già in via generale la medesima aggravante?
Continua la tendenza a inasprire la risposta penale allorchè l’offesa sia recata a particolari categorie (in questo caso i giornalisti), dandosi così l’idea di norme manifesto più che di misure nate da dati e analisi che ne dimostrino la necessità.
Si trovano sempre nuove occasioni di intervento preventivo della polizia e le si lega a presupposti tutt’altro che stringenti che ammettono quindi ampi margini di discrezionalità applicativa.
L’impressione generale è che questo nuovo pacchetto sia figlio di tempi in cui, non solo nel nostro Paese, l’ordine e la sicurezza assumono un valore assoluto che fa ampiamente premio sulle libertà individuali e il penale resta lo strumento migliore per dargli corpo.
Peraltro, il crescente favore popolare verso le parole d’ordine del generale Vannacci e del programma della sua creatura Futuro Nazionale fa sì che all’interno dell’area politica del centrodestra la sensibilità securitaria diventi materia di competizione e di acquisizione di compensi.
Una sorta di caos istituzionale, dunque, caratterizzato da un movimentismo fine a se stesso che sembra fatto per rassicurare non i cittadini ma coloro che sperano di lucrare sul piano elettorale.
Una riedizione dell’ammuina, nient’altro che questo:
“All’ordine Facite Ammuina:
tutti chilli che stanno a prora vann’ a poppa
e chilli che stann’ a poppa vann’ a prora:
chilli che stann’ a dritta vann’ a sinistra
e chilli che stanno a sinistra vann’ a dritta:
tutti chilli che stanno abbascio vann’ ncoppa
e chilli che stanno ncoppa vann’ bascio
passann’ tutti p’o stesso pertuso:
chi nun tene nient’ a ffà, s’ aremeni a ‘cca e a ‘ll à“.
