Insolvenza fraudolenta: la cassazione indica i requisiti necessari per la configurabilità (Riccardo Radi)

Man in velvet jacket and gold jewelry holding a drink outside Casinò di Venezia

La Cassazione penale sezione 6 con la sentenza numero 24687 del 2 luglio 2026, in tema di insolvenza fraudolenta, ha sottolineato che la prova del dolo – che deve sussistere fin dal momento dell’assunzione dell’obbligazione e consiste nel proposito di non adempierla – non può essere desunta esclusivamente dallo stato di difficoltà finanziaria dell’impresa esistente al momento della stipula e dal successivo inadempimento, dovendo il giudice valorizzare ulteriori e concreti elementi sintomatici della reale intenzione dell’agente, comprensivi del comportamento tenuto prima, durante e dopo la conclusione del negozio, idonei a dimostrare – o a escludere con certezza che le iniziative assunte (investimenti, tentativi di rilancio, trasparenza verso la controparte) non fossero riconducibili a un ragionevole, per quanto azzardato, sforzo di far fronte alle obbligazioni contratte.

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