Ricerca delle persone scomparse: la proposta per avviare ricerche tempestive e strutturate anche in assenza di una notizia di reato (Redazione)

Semi-transparent ghostly figures floating above tombstones in a moonlit cemetery

Segnaliamo la proposta di modifiche al codice di procedura penale, alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del medesimo codice e alla legge 14 novembre 2012, n. 203, in materia di ricerca delle persone scomparse (allegata al post).

Oggi, molte denunce di scomparsa finiscono nel registro degli atti non costituenti reato (modello 45), privo di effettivi poteri investigativi, mentre altre vengono forzatamente inquadrate come reati al solo fine di attivare strumenti d’indagine non altrimenti disponibili.

La presente proposta di legge ha la finalità di colmare questo vuoto normativo: non prevede nuove fattispecie di reato, non irrigidisce i procedimenti penali, non de termina nuovi oneri a carico della finanza pubblica, ma si limita a introdurre uno strumento semplice e razionale, già adottato da altri Paesi europei, quale il fascicolo per le persone scomparse, ossia un fascicolo autonomo, distinto dal registro delle notizie di reato, che consente di avviare ricerche tempestive e strutturate anche in assenza di una notizia di reato.

Il fascicolo per le persone scomparse permette alla procura della Repubblica di intervenire fin da subito, dirigendo le attività urgenti come l’acquisizione delle immagini di videosorveglianza, dei dati digitali e delle testimonianze, ed evitando che gli elementi decisivi vadano perduti entro poche ore dalla scomparsa.

Esso consente di coordinare efficacemente l’attività delle prefetture-uffici territoriali del Governo, delle Forze dell’ordine, del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse e dei familiari, garantendo un’azione dello Stato continua e verificabile.

Soprattutto, si riconosce un principio fondamentale: una persona scomparsa non si « archivia », perché si può archiviare un reato, non una vita.

Analoghi strumenti esistono già in Francia, in Spagna, nei Paesi Bassi e in altri ordinamenti che considerano la scomparsa non come un fatto marginale, ma come una fattispecie processuale autonoma che me rita una tutela immediata e strutturata. Anche l’Unione europea, con le Conclusioni sul rafforzamento della cooperazione di polizia transfrontaliera nel settore delle persone scomparse del Consiglio dell’Unione europea, in formazione « Giustizia e Affari Interni », del 9 dicembre 2021, ha qualificato la ricerca delle persone scom parse come priorità di sicurezza europea, invitando gli Stati membri a dotarsi di strumenti adeguati e uniformi.

La presente proposta di legge rappresenta quindi un atto di responsabilità civile e giuridica: allinea l’Italia alle migliori prassi europee, razionalizza il lavoro delle pro cure della Repubblica e delle Forze di polizia, tutela i diritti delle famiglie e con sente allo Stato di esercitare in modo coerente il proprio dovere di protezione.

Ogni anno in Italia scompaiono migliaia di persone: minori, anziani fragili, cittadini vulnerabili, vittime di violenza o di condizioni di marginalità.

Nel solo 2024 sono state presentate 24.705 denunce di scomparsa, pari a circa 68 persone al giorno.

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