Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 17073/2026, 6/12 maggio 2026, ha ribadito che il delitto di trasferimento fraudolento di valori può essere commesso anche da chi non sia ancora sottoposto a misure di prevenzione patrimoniali e ancora prima che il relativo procedimento sia iniziato, occorrendo solo, ai fini della configurabilità del dolo specifico, che l’interessato possa fondatamente presumere, essendo consapevole della sua qualità di associato mafioso, l’avvio di detto procedimento (tra le tante, Sez. 5, n. 1886 del 07/12/2021, Rv. 282645).
La decisione si premura inoltre di precisare quale sia l’elemento psicologico necessario ai fini del concorso nel reato di colui che accetta l’intestazione fittizia.
L’art. 512-bis cod. pen. punisce espressamente la condotta di colui che, al fine di perseguire una delle finalità espressamente contemplate dalla norma, «attribuisce fittiziamente ad altri la titolarità o di disponibilità di denaro, beni o altre utilità».
La norma, dunque, non punisce espressamente la condotta di colui che accetta tale fittizia intestazione il quale, quindi, potrà rispondere a titolo di concorso ai sensi dell’art. 110 cod. pen., solo se consapevole della strumentalità di tale condotta ad una delle finalità tipizzate dal legislatore: il concorrente è soggetto diverso dall’effettivo portatore dell’interesse (di carattere elusivo o agevolativo), cosicché rispetto alla sua posizione, ai fini della integrazione dell’elemento soggettivo del reato, deve ritenersi essenziale che sia dimostrata la consapevolezza del perseguimento di tale finalità in capo a colui che realizza la condotta tipica sanzionata dalla norma incriminatrice.
Sicché, il concorrente intestatario fittizio del bene potenzialmente confiscabile non necessariamente deve agire animato dal suo proprio dolo specifico elusivo, che deve viceversa necessariamente connotare l’agire dell’interponente (da ultimo Sez. 6, n. 19108 del 15/02/2024, Rv. 286662 – 01), ma deve certamente essere consapevole della finalità (che orienta l’atto di trasferimento) perseguita dal suo dante causa.
