Delitto di false dichiarazioni finalizzate all’ottenimento del reddito di cittadinanza e la rilevanza delle dichiarazioni afferenti le somme percepite a titolo risarcitorio (Redazione)

La Cassazione penale sezione 3 con la sentenza numero 12300/2026, in tema di false dichiarazioni finalizzate all’ottenimento del reddito di cittadinanza, ha stabilito che concorrono alla composizione del reddito rilevante ai fini del riconoscimento del beneficio le somme percepite a titolo risarcitorio, qualora destinate a ristorare un danno concretatosi nella mancata percezione di redditi, non dovendo essere computate, invece, le indennità e le rendite che mirano a risarcire un pregiudizio di natura diversa, ossia a compensare gli svantaggi derivanti da una condizione di disabilità.

Fattispecie in cui la Suprema Corte ha annullato la decisione con la quale l’imputato era stato condannato per il delitto di cui all’art. 7, comma 1, d.l. 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, per aver omesso di indicare, nell’istanza finalizzata al riconoscimento del reddito di cittadinanza, la rendita percepita dall’INAIL per un’inabilità conseguente ad un infortunio sul lavoro.

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