Pensiero del mattino: “Ma non è meraviglioso depositare un ricorso in Cassazione a mezzo PEC e poi sentirsi chiedere 7 copie cartacee da depositare in cancelleria? (e se non le deposito devo pagare io i diritti di copia). e siamo a ottobre 2026”
Una semplice constatazione che sembra sfuggire ai più e che dimostra i nonsense che l’avvocatura subisce ogni giorno.
Aprire la pec e leggere il seguente messaggio ti fa iniziare bene la giornata:
“Gent. Utente,
in merito all’impugnazione pervenuta a mezzo posta elettronica certificata, si ricorda che sono ancora in vigore le disposizioni di attuazione al c.p.p., che prevedono il deposíto in cancelleria delle copie necessarie per i fascicoletti da inviare in Cassazione.
Le copie da produrre sono 7, pi una ulteriore nel caso in cui vi fosse la costituzione di parte cívile.
Le stesse possono essere consegnate tramite accesso diretto alla cancelleria ovvero trasmesse a mezzo posta.
L’omissione del suddetto adempimento, come da disposizioni del Ministero della Giustizia, comporterà il recupero coattivo dei diritti di copia, anche nell’ipotesi di parte ammessa al patrocinio a Spese dello Stato (conformemente alla circolare del Ministero della Giustizia del 16/03/23).
Cordialmente
La cancelleria sezione penale Corte Appello Milano”
La bellezza del processo all’italiana
