Sentenza penale dello Stato della Città del Vaticano, riconoscimento in Italia per l’esecuzione delle statuizioni civili: la nomina dei giudicanti ad opera del Sommo Pontefice determina la violazione dell’art. 6 CEDU? (Riccardo Radi)

Clergy and legal officials seated in court beneath signs reading “REPUBBLICA ITALIANA PALAZZO DI GIUSTIZIA” and “Corte Suprema di Cassazione - Sezioni Unite Riconoscimento di sentenze ecclesiastiche.”

La Cassazione penale sezione 6 con la sentenza numero 22608/2026, in tema di riconoscimento di sentenze penali straniere, la Corte di appello, ex art. 733, comma 1, lett. b) e c), cod. proc. pen., è tenuta a verificare, anche nel caso in cui lo Stato di origine non sia parte della Convenzione, se, nel procedimento a quo, siano state violate, in concreto, le garanzie del giusto processo di cui all’art. 6, parr. 1 e 3, CEDU, dovendo rifiutare il riconoscimento e l’esecuzione della sentenza straniera ove accerti gravi violazioni delle stesse.

Fattispecie relativa a sentenza penale dello Stato della Città del Vaticano, riconosciuta in Italia per l’esecuzione delle statuizioni civili, rispetto alla quale è stata esclusa la violazione del citato art. 6 per difetto di imparzialità e indipendenza dei magistrati giudicanti, sul rilievo che questi, pur nominati dal Sommo Pontefice, sono scelti attraverso rigidi meccanismi di selezione e, nell’esercizio delle loro funzioni, sono soggetti soltanto alla legge.

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