Pluralità di sentenze per il medesimo fatto: tra la sentenza di condanna e la sentenza di non luogo a procedere prevale la prima (Riccardo Radi)

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La Cassazione penale sezione 1 con la sentenza numero 22885/2026 ha ricordato che la regola, stabilita dall’art. 669, comma 8, prima parte, cod. proc. pen., per cui, se nei confronti della stessa persona sono state pronunciate per il medesimo fatto una sentenza di proscioglimento e una decisione di condanna, il giudice ordina l’esecuzione della prima, non trova applicazione qualora la prima si identifichi in una sentenza di non luogo a procedere, prevalendo, in tal caso, il disposto del comma 9 dello stesso articolo, che privilegia, anziché la decisione più favorevole, quella dotata del carattere dell’irrevocabilità.

Nel caso in esame la Corte di appello ha rilevato che il disposto di cui all’art. 669, comma 8, prima parte, cod. proc. pen. non trova applicazione nel caso di sentenza assolutoria emessa ai sensi dell’art. 425 cod. proc. pen. prevalendo, in tal caso, il disposto del comma 9 della medesima disposizione che privilegia la decisione irrevocabile; tale disposizione, infatti, codifica il principio della prevalenza delle sentenze pronunciate in giudizio, e del decreto penale, rispetto a quelle di non luogo a procedere. Anche in relazione a tale profilo il Giudice dell’esecuzione ha dato corretta applicazione al principio secondo cui la regola, stabilita dall’art. 669 comma 8, prima parte cod. proc. pen., per cui, se nei confronti della stessa persona sono state pronunciate per il medesimo fatto una sentenza di proscioglimento e una decisione di condanna, il giudice ordina l’esecuzione della prima, non trova applicazione qualora la prima si identifichi in una sentenza di non luogo a procedere, prevalendo, in tal caso, il disposto del comma 9 dello stesso articolo che privilegia, anziché la decisione più favorevole, quella dotata del carattere dell’irrevocabilità. (Sez. 1, n. 39337 del 23/10/2002, Morabito, Rv. 222533 – 01)

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