L’elezione del nuovo CSM è alle porte: uno sguardo ai programmi e ai candidati per capirne di più (Vincenzo Giglio)

Un anno fa il magistrato Rocco Maruotti, allora come ora segretario generale dell’Associazione nazionale magistrati, partecipando a un convegno dell’Unione giuristi cattolici tenutosi ad Assisi, espresse opinioni di straordinaria nettezza sui requisiti che dovevano o non dovevano avere i componenti del Consiglio superiore della magistratura (a questo link per il post che pubblicammo nell’occasione).

Lo fece per la componente laica: “Un tempo i partiti eleggevano come componenti del Consiglio superiore della magistratura personalità di rilievo: Giovanni Fiandaca, Carlo Federico Grosso, Vittorio Bachelet. Potrei fare un elenco infinito. Andate a leggere i nomi degli attuali consiglieri del Csm, ditemi se ne conoscete qualcuno. Ditemi se conoscete il loro curriculum, cosa facevano prima, che storia hanno, cosa hanno scritto nella loro vita, di cosa si sono occupati, o se semplicemente facevano l’avvocato della Lega, di Forza Italia o del Partito democratico”.

E lo fece anche per la componente togata: “Perché il condominio lo facciamo amministrare da chi ne capisce, e il Consiglio superiore della magistratura da chi capita? E non mi si dica che 9.000 magistrati sono tutti capaci di fare i consiglieri superiori, perché non è così”.

Le sue parole non piacquero a nessuno, a partire, ovviamente, dai componenti in carica del CSM.

Le reazioni furono talmente veementi da indurre il Dr. Maruotti a scuse pubbliche: “Le mie parole sui consiglieri del Csm per come pronunciate, non corrispondono al mio pensiero. Non era in ogni caso mia intenzione offendere nessuno e mi scuso se ciò è avvenuto […] Ho grande rispetto del lavoro dei consiglieri laici del Csm, che sono stati eletti dal Parlamento per la loro riconosciuta autorevolezza, e che svolgono il loro delicato incarico nell’interesse del Paese”.

Come scrivemmo nel post citato in apertura “Il segretario generale dell’ANM ammette dunque l’infortunio, lo addebita ad una sorta di bipolarismo (parole che vanno in una direzione, pensiero che va in quella opposta) e vira di 180 gradi riconoscendo l’autorevolezza dei consiglieri laici dell’organo di autogoverno della magistratura”.

Il fatto nuovo, che in qualche modo attualizza le sfortunate dichiarazioni di Maruotti, è che adesso si fa sul serio perché le elezioni per il rinnovo del CSM sono alle porte (si terranno il 25 e il 26 ottobre 2026), le correnti dell’ANM hanno elaborato i loro programmi e designato i loro candidati, le candidature indipendenti sono ugualmente disponibili, insomma tutto è pronto per l’appuntamento elettorale (a questo link del sito web del CSM per uno sguardo d’insieme sulle procedure seguite, i provvedimenti emessi e l’elenco complessivo dei candidati).

Ciò detto, ci pare utile rendere disponibili per i lettori i programmi delle correnti associative, così da poter apprezzare l’idea di magistratura e giurisdizione che ognuna di esse esprime e i candidati che sono designati a rappresentarla.

I programmi di Unità per la Costituzione, Magistratura indipendente e AreaDG sono allegati alla fine del post.

Il programma di Magistratura democratica può essere invece letto accedendo a questo link e da lì navigare tra i vari riquadri che lo compongono.

I titoli dei programmi danno già l’idea del loro contenuto o quantomeno dell’idea che si vuole trasmettere: “Il Csm che vogliamo” (MD), “CSM di tutti, CSM per tutti” (AreaDG), “Per un governo autonomo pluralista e indipendente” (Unicost), “Programma” (MI).

Si confrontano quindi un desiderio (MD), un afflato universale (AreaDG), una rivendicazione di autonomia (Unicost) e un certo grigiore burocratico (MI).

Non esprimiamo alcun commento, preferiamo affidare i programmi in purezza a lettori.

Li invitiamo, tuttavia, a inserire una chiave di lettura tra le altre: provare a comprendere per chi e per cosa sia pensato, nei programmi delle varie correnti, il CSM prossimo venturo.

Per chi ne fa parte, per le correnti e l’ANM o per i cittadini?

Per amministrare potere, attribuire cariche, promuovere carriere o per una giustizia migliore?

Ecco, capire.

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