Atti sessuali con minorenne con condotta a distanza mediante l’utilizzo di strumenti di comunicazione telematica: è necessaria la contestualità tra la condotta dell’agente e quella della persona offesa? (Redazione)

Man working on computer with spreadsheet and boy gaming on separate desks

La Cassazione penale sezione 3 con la sentenza numero 16564 depositata l’8 maggio 2026 (allegata al post) ha affermato che, ai fini della configurabilità del delitto di atti sessuali con minorenne, nel caso in cui esso sia realizzato mediante l’utilizzo di sistemi di comunicazione telematica, non è richiesta la contestualità temporale tra le condotte rispettivamente poste in essere dal soggetto agente e dalla persona offesa ed è sufficiente che quella tenuta da quest’ultima sia, sotto il profilo causale, conseguenza della prima.

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