Marco Pannella, “Una libertà felice” (Vincenzo Giglio)

Il ricordo di Marco Pannella impone delle scelte.

La sua vita e il suo pensiero sono stati così soggettivi e originali e hanno contenuto così tanto da rendere problematico qualunque tentativo di riduzione all’unità.

Da qualcosa bisogna tuttavia partire e la cosa migliore è farlo da lui stesso, da come si è descritto nel libro che fa parte del titolo di questo post, scritto assieme a Matteo Angioli che gli fu accanto negli ultimi mesi di vita nel 2016 e ne raccolse i ricordi e le riflessioni.

Una libertà felice. La mia vita” (Mondadori, 2016) fu dunque il testamento spirituale di Pannella e la scheda di presentazione della casa editrice lo descrive così: “L’amore è uno scandalo, come la libertà. Questo libro straordinario è una sorta di resoconto intimo di una passione totalizzante per la libertà e i diritti, di battaglie, digiuni, infinite discussioni, «come se la vita fosse una lunga riunione politica». Ma è anche il diario dell’amore e del dolore degli ultimi mesi di vita di Marco Pannella, una lezione involontaria di saggezza e nobiltà d’animo di un uomo che non ha paura dei sentimenti e del loro scandalo radicale”.

Una passione e un impegno così radicati da rendere indistinguibili il privato e il politico.

Non c’è una battaglia per i diritti civili alla quale Pannella non abbia partecipato da protagonista ed alla cui diffusione sia mancato il suo contributo.

Obiezione di coscienza, divorzio, legalizzazione dell’aborto, antiproibizionismo per le droghe leggere, diritti dei detenuti, laicità dello Stato e rimozione dei privilegi ecclesiastici, sostegno ai diritti LGBTQ+, unioni civili, libertà di informazione, sovraffollamento carcerario, eutanasia e fine vita, testamento biologico: ognuno di questi temi ha visto Pannella in prima fila, esponendosi personalmente con atti di disobbedienza civile, digiuni e ogni altro mezzo a sua disposizione.

Molte di queste battaglie – piace ricordarlo – le combatté a fianco di Leonardo Sciascia che fu anche deputato del Partito Radicale e condivise largamente la sua visione su giustizia, libertà individuali e laicità e la repulsione verso ogni forma di autoritarismo.

Non si può concludere questo brevissimo ricordo senza un passaggio sul suo afflato umano che emerge attraverso la testimonianza di alcuni che gli sono stati vicini.

Pierpaolo Pasolini: “Il rispetto per la persona – per la sua configurazione profonda alla quale un sentimento della libertà la cui formalità sia intesa come sostanziale, permette di articolarsi ed esprimersi a un livello per così dire «sacralizzato» da una ragione laica, rispetto anche alle più degradate idee politiche concrete – è per Pannella il primum di ogni teoria e di ogni prassi politica. In questo consiste il suo essere scandaloso. Uno scandalo inintegrabile, proprio perché il suo principio, sia pure in termini schematici e popolari, è sancito dalla costituzione”. 

Ignazio Marino: “Testardo, risoluto, irremovibile, visionario. Ecco Marco siamo in tanti ad aver appreso qualcosa da te. Per quello che mi riguarda non dimenticherò mai che oltre le doti che tutti ti riconoscono avevi anche dolcezza e signorilità e quelle carezze che ogni tanto mi hai dato sul volto sono entrate nel mio cuore e le ricorderò per sempre”.

Matteo Angioli (coautore di Una libertà felice): “Chi ha incrociato nella sua vita Marco Pannella ha qualcosa di lui che gli rimane, un ricordo, un frammento, un episodio che si àncora dentro e resta per sempre”.

Lorenzo Robustelli (direttore di Eunews): “Amava parlare con le persone e in loro trovava sempre qualcosa da valorizzare…quando aveva un obiettivo era pronto ad arrivarci con chiunque, se condivideva quella battaglia e riteneva che fosse utile farla insieme”.

Tutto questo è stato Marco Pannella e questo tutto ci manca sempre di più.

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