Con il Decreto del Ministero della Giustizia 30 dicembre 2025, n. 206 pubblicato sulla G.U. numero 302 del 31 dicembre 2025 (in vigore dal 31.12.2025 ed allegato al post), il Governo interviene ancora una volta sul processo penale telematico, modificando il D.M. 29 dicembre 2023, n. 217.
In sintesi:
• proroga dei termini di transizione al digitale;
• possibilità di deposito non telematico:
• fino al 30 giugno 2026 per gli atti relativi alle intercettazioni;
• fino al 31 marzo 2026 per taluni procedimenti e impugnazioni (tra cui il sequestro probatorio) in specifici uffici giudiziari.
Il dato politico–giuridico è evidente:
il processo penale telematico, presentato come riforma strutturale e irreversibile, continua a non essere realmente operativo su tutto il territorio nazionale.
Le proroghe “a ridosso” dell’entrata in vigore:
• creano incertezza applicativa;
• compromettono la parità delle armi;
• scaricano su avvocati e uffici giudiziari il peso di una transizione non governata.
La digitalizzazione non può essere affidata a decreti tampone di fine anno.
Serve programmazione, uniformità e rispetto delle garanzie del giusto processo.
