Il Presidente Sergio Mattarella in un passaggio del messaggio di fine anno: “Rispetto della dignità di ogni persona, dei suoi diritti. Anche per chi si trova in carcere. L’alto numero di suicidi è indice di condizioni inammissibili.
Abbiamo il dovere di osservare la Costituzione che indica norme imprescindibili sulla detenzione in carcere. Il sovraffollamento vi contrasta e rende inaccettabili anche le condizioni di lavoro del personale penitenziario.
I detenuti devono potere respirare un’aria diversa da quella che li ha condotti alla illegalità e al crimine. Su questo sono impegnati generosi operatori, che meritano di essere sostenuti…”
Parole nette senza infingimenti quelle di Mattarella, che invitano tutti coloro che hanno un ruolo nella giustizia ad essere disponibili a compiere anche solo piccoli gesti di presa di coscienza per affrontare la questione carcere in questo Paese.
Qui il link del suo discorso: Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
A fronte di questo invito del Presidente della Repubblica a prendere coscienza il ministro della giustizia Nordio solo ieri l’altro diceva che la tragedia dei suicidi in carcere: “non è correlata al sovraffollamento, ma piuttosto alla solitudine, al dolore, alla mancanza di prospettive”, dal sito del Ministero “Nordio: Lavoro, cultura e sport per umanizzare la pena” del 30 dicembre 2024, ecco il link: Nordio: “Lavoro, cultura e sport per umanizzare la pena” .
Non solo Nordio ha sottolineato e ricordato che proprio sul sovraffollamento l’Italia “è uno dei pochi paesi non sanzionati dalla Cedu per le condizioni dei detenuti, dal momento che sono rispettati i limiti fissati dall’Ue” (3 metri quadrati per detenuto).
Ricordiamo che lo stesso Nordio, non suo fratello gemello, il 29 ottobre 2022 sempre sul sito del Ministero ha pubblicato un trafiletto (consultabile a questo link) dal titolo “Suicidi in cella, ministro Nordio: “Drammatica emergenza, il carcere mia priorità” che sottolineava la vivissima preoccupazione e la partecipazione addolorata del Ministro per l’abnorme numero di suicidi in carcere con queste parole: “Due suicidi in un solo giorno: una drammatica emergenza, una dolorosa sconfitta per ciascuno di noi e la conferma della necessità di occuparci da vicino del mondo penitenziario.
In queste ore, nell’esprimere il mio cordoglio ai familiari di chi è arrivato a scelte così estreme, confermo la mia decisione di visitare al più presto più istituti tra quelli maggiormente in difficoltà. Il carcere per me è una priorità assoluta: riconosco il grande impegno di chi mi ha preceduto e dell’amministrazione penitenziaria, che ha diffuso anche una circolare specifica sul tema dei suicidi.
Molteplici possono essere le cause e i problemi dietro questo drammatico record: le urgenze del carcere – compresa la necessità di rinforzare gli organici di tutto il personale – saranno una delle mie priorità”.
Parole nette e di speranza che sono state presto dimenticate.
In questo inizio di anno non dobbiamo e non vogliamo assuefarci ad una realtà senza speranza. Non solo il sovraffollamento che peraltro, agli attuali ritmi di crescita della popolazione detenuta – circa 500 individui in più ogni mese – ed in assenza di provvedimenti concreti, ci porterà presto ad una situazione di intollerabilità uguale o superiore a quella che anni fa provocò la riprovazione del Consiglio d’Europa e condanne seriali del nostro Paese ad opera della Corte di Strasburgo.
Non solo il ripetersi di condotte di tortura come sembra essere quella verificatasi ad aprile dello scorso anno nel carcere di Reggio Emilia o di novembre di quest’anno a Trapani con l’orrore aggiuntivo del video pubblicato da tutti i media.
Ma anche e soprattutto il carcere che si trasforma sempre più spesso in un luogo di morte che reclama sempre nuove vittime.
Noi possiamo fare ben poco ma non vogliamo assuefarci e non vogliamo cedere alla tentazione di dimenticare.
Vogliamo invece ricordare e lo facciamo allegando il link del sito di Ristretti Orizzonti (consultabile a questo link) di tutte le 89 persone che hanno perso la vita in carcere o altri luoghi di custodia nel 2024 per non dimenticarli.
“I detenuti devono potere respirare un’aria diversa da quella che li ha condotti alla illegalità e al crimine”, Sergio Mattarella.
