Israele e la pena di morte solo per i palestinesi: la storia nulla insegna (Abate Faria)

Ieri il parlamento di Israele ha approvato il disegno di legge che introduce la pena di morte per i terroristi.

Ricordiamo che dalla nascita dello stato di Israele ad oggi solo una volta e’ stata applicata la pena di morte: il 31 maggio 1962 nei confronti del tenente colonnello (Obersturmbannführer) delle SS (Schutzstaffel) Otto Adolf Eichmann.

Il premier Benjamin Netanyahu ha votato a favore. I sì nella Knesset sono stati 62, i voti contrari sono stati 48, e un parlamentare si è astenuto.

Dopo quasi dodici ore di dibattito, i parlamentari hanno votato a favore della legge che prevede la pena di morte per impiccagione per i residenti della Cisgiordania condannati per atti terroristici dai tribunali militari.La legge sancisce di fatto la pena capitale solo per i palestinesi, poiché esclude esplicitamente i cittadini o i residenti israeliani, e solo i palestinesi vengono processati dai tribunali militari. Gli israeliani vengono processati dai tribunali civili, ricorda il Times of Israel.

La legge è problematica da molti punti di vista, ma in particolare perché introduce una sostanziale differenza di trattamento tra i palestinesi che abitano i territori palestinesi occupati e i cittadini israeliani.

La distinzione si basa su una discriminazione che già esiste, ovvero il fatto che i palestinesi della Cisgiordania, non essendo cittadini israeliani ma vivendo di fatto in un territorio controllato da Israele, vengono processati da tribunali militari israeliani; al contrario, i cittadini israeliani (inclusi gli arabi israeliani, cioè i palestinesi che hanno la cittadinanza) vengono processati da tribunali civili.

Sebbene una disposizione separata consenta ai tribunali di imporre la pena di morte a chiunque, compresi i cittadini israeliani, si applica solo a coloro che “causano intenzionalmente la morte di una persona con l’obiettivo di negare l’esistenza dello Stato di Israele” una definizione che in pratica esclude i terroristi israeliani.

La legge stabilisce che la normale sentenza dei tribunali militari per reati di terrorismo sia la pena di morte, limitando l’ergastolo a«circostanze speciali»; al contrario, lascia ai giudici civili la possibilità di scegliere tra l’ergastolo e la pena di morte (che può essere stabilita solo in caso di attentati compiuti «con l’intento di negare l’esistenza dello stato di Israele»). Di fatto, quindi, la pena di morte automatica riguarda soltanto i palestinesi della Cisgiordania e i militanti palestinesi, e rende molto difficile (o quasi impossibile, secondo gli esperti) condannare con la pena di morte i cittadini israeliani che compiono atti di terrorismo con altri scopi.

La norma prevede l’impiccagione entro 180 giorni dalla sentenza, rendendo molto difficile la possibilità di appello. La giuria potrà approvarla con una maggioranza semplice, e non servirà l’unanimità.

Come ricordavamo in Israele c’e’ stata una sola esecuzione.

La vicenda giudiziaria del tenente colonnello (Obersturmbannführer) delle SS (Schutzstaffel) Otto Adolf Eichmann (1906-1962), annoverabile tra i principali responsabili dell’esecuzione del genocidio degli ebrei in Europa durante la seconda guerra mondiale, prende avvio con la sua cattura in un sobborgo di Buenos Aires l’11 maggio 1960, per opera dei servizi segreti israeliani.

Il processo, iniziato l’11 aprile 1961, dinnanzi alla Corte distrettuale di Gerusalemme, si conclude con la decisione della Corte suprema di Israele del 29 maggio 1962 che conferma la condanna alla pena capitale irrogata dalla Corte distrettuale il 12 dicembre 1961.

L’imputato è dichiarato colpevole di crimini contro il popolo ebraico, crimini contro l’umanità, crimini di guerra e del crimine di appartenenza ad un’organizzazione nemica, tutti previsti dalla L. n. 64 Nazi and Nazi Collaborators Punishment 5710-1950, approvata dal Parlamento israeliano (Knesset) il 1° agosto 1950.

La pena è eseguita con impiccagione il 31 maggio 1962.

Scriveva Cesare Beccaria: “Parmi un assurdo che le leggi che sono l’espressione della pubblica volonta’, che detestano e puniscono l’omicidio, ne commettano uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall’assassinio, ordinino un pubblico assassinio”.

Ma i palestinesi sono cittadini per gli israeliani?

Lascia un commento