La senatrice Valente ha rilasciato un’intervista a Simona Musco per Il Dubbio (a questo link per la fonte).
Proviamo a sintetizzare le sue tesi.
Tesi principale
La separazione delle carriere soffre un’impostazione antifemminista ed è pertanto indispensabile votare No al referendum.
Frase chiave
“La questione più rilevante è che la legge Meloni-Nordio sfida il senso del limite, centrale nel pensiero femminista, come condizione che rende possibile la libertà e la relazione. Il limite è ciò che impedisce l’assolutizzazione del potere e mantiene aperto lo spazio della pluralità, della differenza, quindi delle libertà. È la stessa intuizione che attraversa la tradizione costituzionale delle democrazie moderne, in cui i poteri si bilanciano anche per evitare che uno di essi possa ergersi a potere assoluto. Con questa riforma, che va letta insieme alla riforma della legge elettorale e a quella del Premierato, emerge il disegno chiaro di costruire un potere, quello dell’esecutivo, senza limiti e controlli, dunque nei fatti assoluto. Ecco perché difendere il limite e l’equilibrio tra i poteri, così come definiti dalla Costituzione, per me è un atto profondamente femminista e democratico”.
Una questione di dettaglio presa a campione
…Se la riforma è antifemminista, la situazione attuale è femminista?
L’intervistatrice fa notare che “la magistratura attuale è la fotografia perfetta del patriarcato. Le donne sono il 57% della forza lavoro (5.778 su 10.100), eppure comandano nelle procure solo nel 24,4% dei casi, mentre nei Tribunali per i Minorenni — il luogo deputato alla “cura” — le donne dirigenti balzano al 59%. In sessant’anni di Csm, su 440 componenti, le donne sono state solo 36 (8%)”e quindi chiede “Se l’attuale sistema “unito” ha prodotto questo soffitto di cristallo, perché lo difendete così strenuamente?”.
…Frase chiave
La senatrice Valente risponde così: “La struttura dell’organizzazione della magistratura purtroppo riflette quella della società. Le donne accedono per merito ma poi pagano un prezzo molto alto nei percorsi di carriera, che si basano su modelli maschili. Votare No non significa difendere questo status quo. Né votare Sì significa cambiarlo, anzi. Purtroppo la riforma non si pone proprio questo problema, come molti altri.”.
Note conclusive
Non sono riuscito a trovare le parole giuste per commentare la posizione della senatrice Valente.
Ricorro pertanto a una frase attribuita ad Alfred Hitchcok: “C’è qualcosa di più importante della logica: è l’immaginazione“.
