Le statistiche della Cassazione penale per l’anno 2025: inammissibilità e rigetti imperanti (ma non per i PM), udienze pubbliche ridotte all’osso, sempre più ordinanze e correlate motivazioni striminzite. Non proprio una bella storia (Vincenzo Giglio)

È disponibile da qualche giorno l’annuario statistico penale della Suprema Corte per l’anno 2025.

Il documento è allegato alla fine del post per i lettori interessati a consultarlo integralmente.

Qui ci si limita a esporre i dati che sembrano di maggiore interesse ai quali seguirà un brevissimo commento.

Tipologia di udienza

Il 78,5% dei procedimenti viene definito in camera di consiglio, il restante 21,5% in udienza pubblica.

La preponderanza dei procedimenti camerali è una costante da anni ma i valori del 2025 sono i più alti dell’ultimo decennio.

Tipologia dei provvedimenti

Il 51,4% dei procedimenti viene definito con sentenza, il 48,6% con ordinanza.

La percentuale delle definizioni con sentenza è la seconda più bassa dell’ultimo decennio.

Tipologia dell’esito

Annullamento con rinvio: 11,7%

Annullamento senza rinvio: 6,4%

Inammissibilità: 66,1%

Rigetto: 14,2%

Altri: 1,5%.

Lievi cali per le inammissibilità e gli annullamenti senza rinvio, lievi aumenti per gli annullamenti con rinvio e i rigetti.

Annullamenti senza rinvio per improcedibilità ex art. 344-bis, cod. proc. pen.

Sono stati sette, erano stati due nel 2024.

Esiti per tipologia del ricorrente

I PM che ricorrono ottengono annullamenti con o senza rinvio per una percentuale complessiva pari al 58,3%, inammissibilità per il 25,6% e rigetti per il 12,3%.

Le parti private che ricorrono ottengono annullamenti con o senza rinvio per il 16,2%, inammissibilità per il 68% e rigetti per il 12,3%.

Tali percentuali sono piuttosto simili a quelle del 2024.

L’esito dei ricorsi ordinari

Gli esiti negativi per questa tipologia di ricorsi sono più alti della media generale dei ricorsi.

Le inammissibilità incidono per il 73,8% e i rigetti per il 9.9%.

Note di commento

Le statistiche del comparto penale della Corte di cassazione per il 2025 raccontano la stessa storia degli anni precedenti.

Udienze pubbliche ridotte all’osso, ordinanze quasi pari alle sentenze, esiti negativi per oltre otto ricorsi su dieci.

Solo per le parti private però e tra queste, ovviamente, principalmente gli imputati.

Se ricorre il PM le sue chance di buon esito sono notevolmente più alte.

Questi sono i numeri e raccontano una storia di ritrazione sempre più forte della Suprema Corte dal contatto reale con le questioni che le sono sottoposte, di una vistosa predilezione per le prospettive della pubblica accusa, di motivazioni sempre più striminzite, di confronto pubblico con le parti sempre più rarefatto.

Non molto di cui vantarsi, francamente.

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