“Porgo distinti ossequi”: mai frase fu più manipolatoria (redazione)

Terzultima Fermata si è occupata più volte e in più direzioni della questione che tiene gli italiani col fiato sospeso: l’atto del procuratore Lo Voi che non si è riusciti ancora a capire se sia dovuto o voluto o cos’altro ancora.

Abbiamo lasciato volontariamente per ultimo l’aspetto più importante, quello da cui dipende in definitiva l’equilibrio tra i poteri dello Stato.

Parliamo ovviamente della frase sibillina che conclude la comunicazione di Lo Voi alla Presidente del Consiglio dei ministri e agli altri esponenti della compagine governativa: “Porgo distinti ossequi”, scritta a mano, come non bastasse il resto.

Che avrà voluto dire il procuratore di Roma?

Solo tre parole ma ognuna di esse potrebbe nascondere un segreto inconfessabile.

Porgo

È una voce del vero porgere.

Il vocabolario Treccani ci aiuta a comprenderne il significato ed è davvero inquietante.

Porgere vuol dire offrire o presentare a qualcuno un oggetto avvicinandoglielo con la mano perché lo possa prendere.

Un esempio tipico è quello chi porge il braccio a una persona perché ci si possa appoggiare camminando.

Ma se fosse così, l’intento offensivo ma forse anche eversivo di Lo Voi sarebbe innegabile perché il termine verrebbe a significare che le persone alle quali si rivolge non sono in grado di camminare da sole e hanno bisogno della stampella giudiziaria per spostarsi.

E tuttavia, si può porgere anche l’orecchio o l’attenzione ed allora dovremmo immaginare che il procuratore abbia mandato un segnale in codice per dire è prossimo a chiedere intercettazioni a caterva: una minaccia intollerabile nella migliore delle ipotesi.

Distinti

Qui le cose peggiorano, se possibile.

Perché distinto vuol dire anzitutto separato o diviso ed è impossibile non considerarla una chiara allusione al disegno riformatore della separazione delle carriere, così male tollerato dalla magistratura.

Un’interpretazione piana di questo aggettivo/participio passato rende quindi stringente la conclusione che Lo Voi ha inteso far comprendere a chi di competenza che chi separa paga.

Né può consolare il fatto che distinto significhi anche speciale, degno di ammirazione. Perché sarebbe comunque evidente l’intento irrisorio.

Ossequi

Questo sostantivo indica un sentimento di profondo rispetto e reverenza verso una persona di alto status e di altrettanto alti meriti.

Ma solo gli stolti si fermerebbero a questo primo significato.

L’ossequio – lo dice anche in questo caso il vocabolario Treccani – è spesso soltanto la manifestazione esteriore di quel sentimento.

Un’irridente presa in giro, nient’altro che questo.

Che altro serve per parlare di eversione?