Riceviamo e volentieri pubblichiamo in calce al post la richiesta, sottoscritta da un gruppo di iscritti alla Camera penale di Roma, di una mobilitazione volta a manifestare un profondo dissenso verso l’abolizione del diritto ad appellare per l’assente che non abbia rilasciato specifico mandato al suo difensore e dell’obbligo dell’elezione di domicilio per tutti gli imputati che propongano appello avverso le sentenze di condanna in primo grado.
Ritengono i firmatari che tale abolizione abbia comportato il sacrificio “sull’altare della cosiddetta efficienza giudiziaria” di un diritto che dovrebbe invece essere difeso e che ciò sia avvenuto “ai danni soprattutto di imputati più fragili, ossia di soggetti spesso ai margini della società“.
