
La strage di Fidene apre uno squarcio preoccupante sulle norme di sicurezza presenti nei poligoni di tiro.
Il sospettato non era titolare di porto d’armi e la pistola Glock usata per commettere la strage è stata noleggiata presso il poligono di Tor di Quinto di Roma per usarla all’interno sotto il controllo del personale preposto alla sicurezza del poligono stesso.
Risulta incomprensibile come sia stato possibile che la pistola sia uscita dal recinto del poligono.
Il particolare dell’arma è stato anticipato dall’Ansa (a questo link): “Ha prelevato questa mattina la pistola al poligono di tiro di Tor di Quinto, a Roma, Claudio Campiti.
In base a quanto si apprende, l’arrestato sarebbe arrivato al poligono in orario di apertura e dopo avere lasciato un documento di identità si sarebbe fatto consegnare la pistola Glock, una semiautomatica, con cui si è poi allontanato per raggiungere via Monte Giberto, teatro della tragedia, dove ha esploso almeno 4-5 colpi prima di essere bloccato da alcuni presenti. Anche su questo aspetto della vicenda sono in corso verifiche da parte degli inquirenti coordinati dalla Procura di Roma”.
La normativa sulle armi prevede la possibilità per una persona non munita di licenza di porto d’armi di usare armi sotto il diretto controllo di persona che ne sia invece munita.
Nei poligoni del Tiro a Segno Nazionale chiunque, anche se minorenne, può sparare senza bisogno di alcuna autorizzazione perché si trova sempre sotto il diretto controllo del direttore o commissario di tiro.
Come chiarito da Edoardo Mori, esperto in armi e balistica: ”Si può però affermare che il principio è di applicazione generale come dimostra, ad esempio, il fatto che le norme interne del CONI (ente pubblico la cui attività è riferibile alla pubblica amministrazione) e della FITAV prevedono che gli sportivi che praticano il tiro a volo possono iniziare la loro attività a 14 anni; in altre parole in un campo di tiro a volo e sotto il controllo di un istruttore, persino dei minorenni possono portare armi.
Ricordo che la FITAV è una associazione di diritto privato che riunisce disparate associazioni (infatti è una federazione) e che non ha affatto il monopolio del tiro a volo; quindi ogni associazione di tiro sportivo può far addestrare allo sport del tiro a volo giovani dai 14 anni in su.
Ricordo anche che molti campi di tiro hanno la licenza del sindaco per pubblici spettacoli; è chiaro che nel momento in cui il poligono viene aperto al pubblico per lo spettacolo (ma solo allora!), esso non può più essere considerato luogo privato.
Questo principio è sempre stato accettato senza problemi e contestazioni solo che si pensi quanto era diffuso fra i cacciatori l’uso di portare con sé il figlio apprendista e di passargli il fucile solo al momento di sparare al selvatico oppure che si pensi agli stand per il tiro a segno nei Luna Park in cui tutti, in pubblico, sparano liberamente (un tempo con armi sicuramente qualificate come armi comuni da sparo)”.
Prosegue Mori: “Per quanto concerne i poligoni si deve però tener presente che in essi vi è sempre una persona civilmente e penalmente responsabile e che ha quindi tutto l’interesse ad adottare idonee misure di sicurezza per evitare la fuoriuscita di proiettili o incidenti fra i tiratori”.
L’indagine dovrà verosimilmente accertare questo aspetto non secondario: come sia stato possibile noleggiare un’arma al poligono e portarla fuori dal perimetro dello stesso.
Il Regolamento del Poligono di Tor di Quinto (a questo link) così prevede in tema di noleggio delle armi:
“Noleggio armi e/o cessione armi di proprietà della Sezione. Dopo il pagamento della quota prevista, le armi noleggiate sono ritirate dal socio presso l’armeria della Sezione.
L’addetto all’armeria/distribuzione armi consegna le armi previo controllo delle abilitazioni trascritte sulla tessera sociale e la consegna di un documento d’identità valido.
Le armi sono consegnate in una valigetta chiusa e sigillata con una fascetta, la quale potrà essere rimossa unicamente dal Direttore/Vice Direttore/Istruttore di tiro presso gli impianti.
Il ritiro e la successiva riconsegna dell’arma deve essere annotato sul “Registro movimento giornaliero armi in uso” e sull’apposito applicativo informatico. Il tiratore che ha in consegna un’arma noleggiata non può fermarsi in locali diversi dagli impianti di tiro.
Le armi cedute temporaneamente agli atleti per effettuare gare o allenamenti, devono essere registrate in uscita e in entrata dal tiratore sull’apposito registro, previo accertamento dell’identità dell’atleta da parte dell’addetto alla distribuzione armi. Riguardo armi o attrezzi sportivi (Ec < 7,5 Joule) utilizzati per partecipare a eventi sportivi al di fuori della Sezione, occorre apposita dichiarazione firmata dal Presidente o da un Consigliere delegato. L’atleta o l’accompagnatore che riceve l’arma deve essere in possesso di un titolo di P.S. che abilita al trasporto”.
Sono tanti gli adempimenti previsti per la sicurezza che risultano non applicati, come mai?
A questi interrogativi dovrà rispondere l’indagine della Procura della Repubblica di Roma che ha posto sotto sequestro il Poligono di Tor di Quinto.

Devi effettuare l'accesso per postare un commento.