Siamo al sesto rinvio del processo telematico al tribunale di Milano, naturalmente solo per i magistrati.
Il presidente del Tribunale Fabio Roia e il procuratore della Repubblica Marcello Viola hanno firmato un decreto che sospende per (ulteriori) due mesi l’uso dell’Applicativo processo penale, noto come App, nella gestione degli atti giudiziari.
La decisione, datata 31 marzo, rappresenta il sesto stop all’applicazione telematica nello stesso tribunale da quando il Guardasigilli Carlo Nordio l’ha introdotta nell’autunno del 2023.
Il provvedimento richiama espressamente le precedenti interruzioni avvenute l’8 gennaio, il 27 marzo, il 26 giugno, il 13 ottobre e il 29 dicembre dell’anno scorso.
In quattro pagine (allegate al post) indirizzate al ministero della Giustizia di via Arenula, i due vertici dell’ufficio giudiziario milanese motivano la scelta con problemi strutturali e di efficienza dell’App, che si è dimostrata più lenta rispetto alla tradizionale gestione su carta.
Interpellato dal Fatto Quotidiano, Fabio Roia ha spiegato senza giri di parole le ragioni del nuovo stop: “Siamo stati costretti a prendere questa decisione perché l’App non funziona. Non solo presenta gravi lacune, ma la sua lentezza è tale da renderla del tutto perdente in termini di tempo rispetto alla gestione cartacea”.
La carta parla o come scriveva Miguel de Cervantes: “Lascia parlare la carta e la lingua taccia”.
