Il Senato della Repubblica, con una delibera del 4 marzo 2026 (a questo link per scaricarla dalla Gazzetta Ufficiale), ha istituito una Commissione parlamentare di inchiesta composta da sedici senatori nominati dal Presidente del Senato in proporzione al numero dei componenti dei gruppi parlamentari, assicurando la presenza di un rappresentante per ciascun gruppo e favorendo in ogni caso l’equilibrata rappresentanza di senatrici e senatori.
La Commissione procederà alle indagini e agli esami che riterrà necessari con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria; non potrà comunque adottare provvedimenti attinenti alla libertà e alla segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione nonchè alla libertà personale, fatta eccezione per il potere di accompagnamento coattivo ex art. 133, cod. proc. pen.
L’oggetto della sua attività è molto esteso e prevede in primo luogo indagini “sulle attività di diffusione massiva di informazioni e contenuti illegali, falsi, non verificati o dolosamente ingannevoli, nonché di indebita acquisizione, sia attraverso i media tradizionali, fermi restando gli strumenti di controllo disciplinati dalla normativa vigente, sia attraverso le reti sociali telematiche e le altre piattaforme tecnologiche analogiche o digitali, di seguito denominate «attività di disinformazione», anche mediante la creazione di identità e contenuti digitali falsi o la produzione e la comunicazione di informazioni in forma personalizzata da parte dis oggetti che, a questo fine, utilizzano i dati degli utenti, nonché sulle condizioni nelle quali sono realizzate le suddette attività”.
