La Cassazione penale sezione 6 con la sentenza numero 41484/2025, in tema di induzione indebita a dare o promettere utilità, ha stabilito che si configura il delitto tentato non solo nel caso in cui il privato oppone resistenza alle pressioni provenienti dal pubblico agente, ma anche in quello in cui lo stesso simula di accondiscendere alla richiesta illecita rivoltagli, in quanto già determinatosi a non soddisfarla.
In applicazione del principio, la Suprema Corte ha derubricato in termini di tentativo il delitto originariamente contestato nella forma consumata in un caso in cui il privato, avendo motivo di ritenere che il pubblico agente gli avrebbe rivolto una richiesta induttiva, aveva registrato più colloqui con lo stesso e, manifestatagli una generica disponibilità, si era recato immediatamente a sporgere denunzia, cui aveva fatto seguito la consegna del danaro sotto il controllo della polizia. Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 56 CORTE COST., Cod. Pen. art. 110 CORTE COST., Cod. Pen. art. 319 quater
Massime precedenti Vedi: N. 32246 del 2014 Rv. 262075-01, N. 35271 del 2016 Rv. 267986 01, N. 3750 del 2021 Rv. 280834-01, N. 37509 del 2021 Rv. 282178-01, N. 27723 del 2018 Rv. 273393-01
Massime precedenti Vedi Sezioni Unite: N. 12228 del 2014 Rv. 258474-01 Rv. 258475-01
