Cassazione penale, Sez. 5^, sentenza n. 40093/2025, 11 novembre/12 dicembre 2025, ha affermato che la genericità o indeterminatezza del fatto descritto nel capo di imputazione, non eccepita né rilevata all’udienza preliminare, non comporta la nullità del decreto che dispone in giudizio qualora venga emendata dal pubblico ministero in sede predibattimentale, autonomamente o su sollecitazione del giudice.
Si deve infatti riconoscere alla pubblica accusa il potere di modificare la contestazione senza specifici limiti temporali o di fonte conoscitiva, ferma restando la facoltà dell’imputato di ottenere un termine per contrastare l’accusa e per esercitare le prerogative difensive, incluse la richiesta di nuove prove e la remissione in termini per chiedere riti alternativi o l’oblazione.
