Dichiarazione con cui la persona offesa, all’atto della denunzia, si costituisce o si riserva di costituirsi parte civile è una valida manifestazione del diritto di querela.
La Cassazione penale sezione 2 con la sentenza numero 38756/2025, in tema di reati perseguibili a querela, ha stabilito che la dichiarazione con cui la persona offesa, al momento della presentazione della denuncia, si costituisce o si riserva di costituirsi parte civile dev’essere intesa come valida manifestazione del diritto di proporre querela, non richiedendo la volontà di punizione formule particolari, sicché può ritenersi sussistente anche a fronte di atti non contenenti la sua esplicita manifestazione, che, in casi dubbi, devono essere interpretati in conformità al principio del “favor querelae”.
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 120 CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 78 CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 79 CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 336, Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 337 CORTE COST.
Massime precedenti Conformi: N. 5193 del 2020 Rv. 277801-01, N. 2293 del 2016 Rv. 266258 01, N. 19971 del 2023 Rv. 284616-01, N. 38304 del 2025 Rv. 288822-01
Massime precedenti Difformi: N. 17957 del 2024 Rv. 286451-01, N. 32530 del 2025 Rv. 288676 01 Massime precedenti Vedi: N. 10462 del 2025 Rv. 287759-01, N. 29205 del 2016 Rv. 267619 01, N. 2665 del 2022 Rv. 282648-01, N. 27147 del 2023 Rv. 284844-01, N. 36127 del 2024 Rv. 286954-01, N. 39673 del 2023 Rv. 285311-01
