La Cassazione penale sezione 6 con la sentenza numero 41251/2025, in tema di arresti domiciliari, ha stabilito che sussiste violazione del divieto di comunicare con la persona offesa non solo nel caso in cui la comunicazione sia a quest’ultima rivolta direttamente, ma anche nell’eventualità in cui essa avvenga in modo indiretto, mediante la pubblicazione sui “social media” di messaggi rivolti a una pluralità indeterminata di soggetti, a condizione che la persona offesa abbia accesso allo stesso canale e che risulti univocamente individuabile quale destinataria, in ragione del tenore e del contenuto del messaggio.
Fattispecie in cui la Suprema Corte ha ritenuto legittimo l’aggravamento della misura disposto nei confronti dell’indagato che, tramite i propri canali “social”, aveva pubblicato messaggi offensivi e minacciosi all’indirizzo della parte lesa, accusandola altresì di aver formulato false accuse nei suoi confronti.
Riferimenti normativi: Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 284 CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 276 CORTE COST.
Massime precedenti Vedi: N. 30032 del 2022 Rv. 283609-01, N. 32823 del 2014 Rv. 261431-01
