La data del referendum popolare sulla separazione delle carriere si avvicina.
Più o meno tutti i sondaggi attuali dicono che il margine tra il Sì e il No, un paio di mesi fa assai largo a favore del primo, adesso si è assottigliato fino quasi a sparire.
È chiaro che ognuna della due parti intensificherà gli sforzi per portare acqua al proprio mulino e ci interessa capire come.
Cominciamo dal fronte del No ma è nostro impegno nei prossimi giorni proseguire con quello del Sì: la par condicio è sacrosanta.
Abbiamo girovagato nel sito web del Comitato Giusto Dire No (lo si trova a questo link) e abbiamo esplorato da cima a fondo la sezione “Eventi”.
Le sedi sono le più varie (le citiamo in ordine sparso): circoli degli ufficiali, biblioteche, yachting club, sale consiliari di enti locali, sedi sindacali, chiese cattoliche, seminari vescovili, templi valdesi, chiese metodiste, teatri e cineteatri, tennis club, bar, enoteche, di tutto e di più.
La titolazione è piuttosto standard ma non mancano qua e là punte allarmistiche elevate; si chiama ovviamente spesso in causa la Costituzione, in un caso addirittura per farle esprimere direttamente la sua intenzione di voto: “La Costituzione voterebbe NO”.
Anche la caratterizzazione degli eventi è piuttosto varia: dibattiti in primo luogo ma anche monologhi, chiamate alla difesa della Repubblica, appelli.
Spicca infine un certo gusto per la convivialità e, come tutti sanno, più è alto il tasso alcolico, meglio riescono i convivi.
Ecco allora spuntare il format Aperino (se lo si scrive Aperi No si capisce meglio): oggi a Cremona, il 2 marzo a Roma e Imperia.
Seguono Aperitalk (oggi a Ragusa), Aperitivo? Perché no? (oggi ad Agrigento) e Aperitivo per il No (a Milano il 2 marzo).
La magistratura militante per il No ha scelto quindi di uscire dai palazzi ed entrare in tutti quei luoghi elencati prima: non più chiusa nelle torri d’avorio ma aperta alla gente dovunque sia possibile.
E se aperitivi e cocktail servono a sciogliere il ghiaccio e le lingue, se spritz, margarita, Negroni e Campari facilitano lo scambio, chi siamo noi per criticare questo canale comunicativo?
Solo un dubbio: con le lingue sciolte, gli occhi sfavillanti e i cuori che battono forte sarà più facile o difficile sostenere che la riforma delle carriere è un disastro paragonabile al buco dell’ozono, alla grande depressione tra le due guerre mondiali, ai totalitarismi del ventesimo secolo?
Non siamo in grado di prevederlo perché dell’Aperino di oggi non è trapelato ancora nulla, magari domani si capirà di più con i primi lanci di agenzia.
