Giudici di Pace al collasso e graduatorie di idonei inutilizzate: lettera aperta (Mariantonietta Specchia, Claudio Neri, Antonio di Pinto, Carmela Annunziata Saponaro)

Premessa redazionale

Gli Autori di questa lettera aperta fanno parte della graduatoria dei candidati giudicati idonei ma non collocati in posizione utile per la nomina del bando per il reclutamento di giudici onorari di pace e viceprocuratori onorari del 2023.

Attraverso questo strumento intendono sollecitare l’attenzione sull’opportunità, a fronte di una situazione di crisi della magistratura onoraria dovuta ai vuoti di organico, di valorizzare professionisti esperti e già formati che potrebbero essere immediatamente in ruolo.

Alla fine del post è allegata una scheda con ogni dettaglio informativo utile per comprendere le condizioni in cui operano attualmente i giudici di pace e le posizioni finora espresse dai decisori istituzionali.

Lettera aperta

A causa della nota scopertura degli organici della magistratura onoraria, gli Uffici del Giudice di Pace rischiano ormai di trasformarsi da baluardo di prossimità a simbolo di giustizia fragile, che fatica a garantire risposte tempestive ai cittadini.

Una struttura significativamente indebolita che, senza interventi strutturali sugli organici, sta determinando inevitabili ripercussioni sui cittadini: attese più lunghe, rinvii al 2032, difficoltà nell’accesso alla tutela dei diritti. Un danno sistemico in un comparto nevralgico per la giustizia, primo – e talvolta unico- presidio a cui il cittadino si rivolge.

Una giustizia “di prossimità” che dovrebbe risponde in tempi ragionevoli alle istanze di tutela quotidiane (incidenti stradali, conflitti civilistici, risarcimenti, tutela del credito, sanzioni amministrative) e che, di contro, costringe a volte il cittadino a “far causa alla giustizia”, esponendo lo Stato ad ulteriori condanne per violazione della ragionevole durata del processo, con evidenti ripercussioni a carico dei contribuenti.

Si tratta di un vero e proprio “paradosso” ancor più evidente laddove si consideri che il sistema dispone di ulteriori risorse professionali già formate, dichiarate idonee alle funzioni onorarie e non utilizzate.

Il dibattito sulle scoperture degli organici della magistratura onoraria è quasi sempre incentrato sulla necessità di indire nuovi concorsi, senza sollecitare l’inserimento nell’agenda delle politiche per la giustizia di misure minime e con efficacia immediata: lo scorrimento ed utilizzo integrale delle graduatorie degli idonei del bando gop-vpo 2023.

Dal lato giudicante, infatti, il bando gop 2023 ha previsto circa 658 posti e la contestuale ammissione al tirocinio di ulteriori 328 unità formate parallelamente e contestualmente ai titolari e distribuite proporzionalmente nei vari distretti.

Lo scorrimento ed utilizzo integrale delle graduatorie degli idonei consentirebbe l’innesto immediato nell’Ufficio per il processo anche di questo capitale umano, così da potenziare i Tribunali per il raggiungimento degli obiettivi del PNRR, per poi transitare successivamente (decorso il periodo obbligatorio di sei mesi) presso gli Uffici del gdp rinforzando gli organici gravemente in sofferenza. 

Si tratta di unità utilmente collocate in graduatorie il cui scorrimento consentirebbe un beneficio immediato, con la pronta immissione (circa 40 giorni) di 300 nuovi gop, il tutto -ovviamente- anche nell’ottica di ottimizzazione di tempi e di capitale umano già formato da non disperdere.    

Ad oggi, tuttavia, le suddette graduatorie sono utilizzabili a scorrimento solo in caso di rinuncia o revoca dei titolari nominati nella medesima graduatoria formata a seguito del bando

Dinanzi alle gravissime alle gravissime ed obiettive scoperture degli organici, tali da rendere ormai a rischio di collasso il sistema, è quantomai attuale la necessità di porre con urgenza l’attenzione sul tema dello scorrimento delle graduatorie gop, quindi di unità già pronte, formate e dichiarate idonee alle funzioni (su cui, peraltro, sono state investite risorse anche dal Ministero).

In un contesto in cui la giustizia necessita di una immediata iniezione di risorse umane per tenere in equilibrio un intero comparto della giustizia ormai al collasso, è impensabile disperdere capitale umano già formato ed attendere i tempi di un nuovo bando (che vedrebbe l’ingresso in servizio di nuovi gop non prima di tre o quattro anni).

La valorizzazione delle graduatorie di idonei rappresenta, ad oggi, una pronta ed immediata risposta alle scoperture di organico; è più che mai urgente un costruttivo confronto pubblico ed istituzionale affinché detta misura entri al più presto nell’agenda delle politiche per la giustizia.

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