Avvocato ha rapporti sessuali, a Palazzo di giustizia, con il magistrato incaricato di giudizi patrocinati dall’avvocato stesso (Redazione)

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Il Consiglio Nazionale Forense con la sentenza numero 280/2025 ha esaminato il caso di un avvocato che ha tenuto “comportamenti personali obliqui” (testuali parole del capo d’incolpazione) ai richiamati principi deontologici, intrattenendo rapporti personali, confidenziali e sessuali con il dott. [AAA], quale Presidente della Commissione Tributaria Provinciale di Catanzaro, il quale ometteva di astenersi, avendone l’obbligo ai sensi dell’art. 51, comma 2, c.p.c., dal comporre la sezione giudicante nei ricorsi tributari assegnati al suo collegio nei quali il ricorrente parte privata era patrocinato dall’avvocato [RICORRENTE], adottando sentenze di accoglimento di ricorsi presentati dallo stesso fra i quali una sentenza depositata il 22/02/2019, di cui il magistrato preannunziava il deposito all’avv. [RICORRENTE] il 21/02/2019 alle ore 12:56 circa, consegnando indebitamente al magistrato utilità consistite in prestazioni sessuali, di cui almeno sedici documentate nel corso delle investigazioni, avvenute il 13.2.2019, il 21.2.2019, il 27.2.2019, il 18.3.2019, il 26.3.2019, il 29.3.2019, il 5.4.2019, il 12.4.2019, il 18.4.2019, il 30.4.2019, il 14.5.2019, il 22.5.2019, il 10.6.2019, il 12.6.2019 ed il 21.6.2019 presso gli uffici della Commissione Tributaria Provinciale di Catanzaro. Così, richiedendo e 2 ottenendo, in dispregio dei doveri deontologici, l’interesse del giudice [AAA] su alcune procedure patrocinate, avendo con lo stesso magistrato rapporti personali e sessuali, anche all’interno dell’ufficio della Commissione Tributaria, per innumerevoli volte.

Decisione:

Il CNF ha stabilito che costituisce illecito disciplinare il comportamento dell’avvocato che, peraltro all’interno dello stesso Palazzo di giustizia, consumi rapporti sessuali con il magistrato incaricato di giudizi patrocinati dall’avvocato stesso, trattandosi di condotta incompatibile con i doveri di probità, dignità e decoro della professione.

Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Napoli, rel. Berti Arnoaldi Veli), sentenza n. 280 del 6 ottobre 2025

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