La notizia
Si apprende dai media (a questo link per il redazionale di SKYTG24) che sul sito del Consiglio Nazionale del Notariato sarebbe stato pubblicato accidentalmente (e poi precipitosamente rimosso dopo pochi minuti) un foglio Excel con annotazioni a dir poco singolari sui candidati che hanno superato le prove scritte di novembre del 2024 ed ora si stanno preparando agli orali.
Tra quelle annotazioni ce ne sarebbero alcune tecniche, altre decisamente informali che arrivano ad attribuire nomignoli ad alcuni candidati: tra gli altri San Mattia, San Pancrazio, il Papa, graziato, carina.
La nota dell’On. Deborah Serracchiani
Il presunto scandalo ha fatto indignare la deputata Serracchiani, responsabile Giustizia del PD, che sul sito dei deputati PD (a questo link per la consultazione) ha rilasciato questa dichiarazione:
“La vicenda del concorso notarile del novembre 2024, con la pubblicazione online di appunti e giudizi sessisti e irriguardosi sui candidati, è gravissima e mina la credibilità dell’intera procedura. Il Ministero della Giustizia ha il compito di indire il concorso ed il dovere di vigilare. Se non è in grado di assicurare l’ordinaria supervisione su un concorso pubblico così delicato, come può pensare di gestire una riforma costituzionale e i relativi decreti attuativi? Il ministro Nordio chiarisca subito responsabilità e misure adottate. Presenteremo un’interrogazione parlamentare: trasparenza, anonimato e rispetto dei candidati non sono opzionali”.
La replica del Ministro della Giustizia, On. Carlo Nordio
La risposta del Ministro è stata altrettanto indignata (a questo link per la notizia di GNewsonline).
Eccola:
“Il Ministero della Giustizia, appresa la notizia, ha immediatamente richiesto una relazione al Presidente della commissione di concorso sui fatti riportarti dagli organi di stampa.
Quanto alle sterili polemiche sollevate dalla responsabile giustizia del PD alla Camera, dovrebbe essere noto che, ai sensi della normativa vigente, al Ministero della Giustizia compete solo la gestione amministrativa della procedura in termini logistici e di supporto amministrativo, ma non ha alcun potere di controllo e vigilanza sui lavori della commissione di concorso, né tantomeno sui comportamenti dei singoli componenti. La Commissione, del resto, è presieduta da un magistrato di Cassazione ed è composta da 9 magistrati, 9 notai e 6 professori universitari.
La composizione della Commissione esaminatrice del concorso per notai
È stata nominata con decreto ministeriale del 5 novembre 2024 (a questo link per consultarlo).
Ne fanno parte:
- dott. Luigi Fabrizio Augusto MANCUSO, magistrato di VII valutazione di professionalità in servizio presso la Corte di cassazione, presidente;
- dott. Giovanni ILARDA, magistrato in pensione, vicepresidente;
- dott.ssa Ornella CRESPI, magistrato di VII valutazione di professionalità, in servizio presso la Corte di appello di Salerno;
- dott. Saverio Umberto DE SIMONE, magistrato di VII valutazione di professionalità, in servizio presso la Corte di appello di Bari;
- dott.ssa Paola AGRESTI, magistrato di VII valutazione di professionalità, in servizio presso la Corte di appello di Roma;
- dott.ssa Maria LUPARELLI, magistrato di VII valutazione di professionalità, in servizio presso il tribunale di Roma
- dott. Stefano Salvatore ZAMMUTO, magistrato di VI valutazione di professionalità, in servizio presso il tribunale di Sciacca;
- dott.ssa Maria Rosaria GIUGLIANO, magistrato di VI valutazione di professionalità, in servizio presso il tribunale di Napoli;
- dott. Sergio CASARELLA, magistrato di VI valutazione di professionalità, in servizio presso la Corte di appello di Ancona;
- dott. Davide ACHILLE, professore associato presso l’Università del Piemonte Orientale;
- dott. Antonino ASTONE, professore associato presso l’Università degli studi di Messina;
- dott. Francesco LONGOBUCCO, professore ordinario presso l’Università degli studi di Roma Tre;
- dott. Tommaso Vito RUSSO, professore ordinario presso l’Università del Salento;
- dott. Gabriele SALVI, professore associato presso l’Università di Siena;
- dott. Leopoldo SAMBUCCI, professore ordinario presso l’Università degli studi di Foggia;
- dott.ssa Brunella CARRIERO, notaio nel distretto di Matera;
- dott. Carmelo CERAOLO, notaio in pensione;
- dott.ssa Daniela CORSARO, notaio nei distretti riuniti di Catania e Caltagirone;
- dott. Giuseppe Maria MICELI, notaio nei distretti riuniti di Roma, Velletri e Civitavecchia;
- dott. Michele PALUMBO, notaio nel distretto di Belluno;
- dott. Massimo PRODIGO, notaio nei distretti riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola;
- dott.ssa Donatella QUARTUCCIO, notaio nei distretti riuniti di Teramo e Pescara;
- dott.ssa Ida SCALERCIO, notaio nei distretti riuniti di Roma, Velletri e Civitavecchia;
- dott. Carlo ZIMBONE, notaio nei distretti riuniti di Catania e Caltagirone.
Nove magistrati, nove notai, sei professori universitari, esattamente come dichiarato dal Ministro Nordio.
Poi, naturalmente, accanto ai commissari opera una segreteria particolarmente folta: è coordinata da un dirigente della Direzione Affari interni del Ministero e da una magistrata addetta alla medesima Direzione ed è composta da ben 81 funzionari.
La Procura di Roma che sembrerebbe avere aperto un procedimento avrà il suo bel da fare prima di capire chi ha fatto cosa e perché, compresa la questione che ha dato origine al cosiddetto scandalo, se cioè la pubblicazione del file Excel sia stata frutto di negligenza oppure voluta per chissà quali fini.
Per finire
In attesa di capirne di più e sperando che tutto rimanga entro una dimensione sgangherata ma comunque goliardica, si impone una domanda, la stessa domanda che si fa di solito quando ci si imbatte nella presenza di magistrati in ambiti estranei alle loro funzioni: perché mai, per precetto normativo o per scelta discrezionale, componenti dell’ordine giudiziario devono far parte della commissione d’esame per il concorso notarile? Qual è il valore aggiunto che loro e solo loro apportano? Competenze giuridiche? Certo, le hanno ma le hanno anche altre categorie professionali in pari misura. Valori etici? Certo, hanno anche quelli ma non sono gli unici. Garanzia di imparzialità? Idem.
Non sarebbe meglio tenere fuori i magistrati da ambiti attorni ai quali ruotano investimenti personali assai forti (candidati che studiano per anni per acquisire le elevate competenze specialistiche indispensabili), interessi economici altrettanto forti (basti qui pensare alla pletora di centri di formazione che offrono corsi di preparazione dai costi elevati e ai quali, non di rado, partecipano come docenti anche magistrati)?
Va bene opporsi alla separazione delle carriere ma non sarebbe meglio separarsi da ambiti estranei alle funzioni?
