Franco Coppi sul referendum: “ancora aspetto una dimostrazione, soprattutto dai miei colleghi, di quali vantaggi deriveranno da questa separazione” (Redazione)

Il Professor Franco Coppi, ieri ospite in Campidoglio nel corso di un dibattito, organizzato dal Movimento 5 stelle nella sala della Protomoteca, ha ribadito di essere contrario alla separazione delle carriere: Ancora aspetto una dimostrazione, soprattutto dai miei colleghi, di quali vantaggi deriveranno da questa separazione.

Vorrei che mi si dicesse “uno, due, tre, quattro”, come conseguenze dirette. Io ormai ho una lunga carriera alle spalle, di delusioni ne ho incamerate tante, ma mai una volta sono entrato in aula pensando che il giudice avrebbe dato ragione a tutti i costi al pubblico ministero. E non credo che la separazione delle carriere cambierà le cose”. 

Franco Coppi, il “principe” dei penalisti italiani, torna a esprimere in pubblico la sua contrarierà alla riforma e ha chiesto di uscire dalla “truffa delle etichette“: “Non parliamo di una riforma della giustizia, ma della magistratura. Così come sarebbe il caso di non parlare più di separazione delle carriere: si vogliono due magistrature, assolutamente indipendenti l’una dall’altra”.

Il provvedimento del governo, dice Coppi, “nasce dall’idea che tutti i magistrati siano intellettualmente disonesti, i giudicanti destinati ad appiattirsi sul pubblico ministero. Questo, sulla base della mia esperienza, non è”.

Poi aggiunge: “Io sono un vecchio praticone, quello che mi interessa è se questa riforma garantirà una sentenza più giusta. Quando difendo un innocente avrò maggiori garanzie? Non mi sembra, perché ciò che conta è l’onestà intellettuale del singolo magistrato, se abbiamo un ciuccio, non è che con la separazione delle carriere lo facciamo diventare Ribot: rimane un ciuccio separato.

Il giudice intellettualmente onesto apprezzerà le tesi del pm e quelle del difensore come deve farlo, il giudice che parte dall’idea che il pm dev’essere privilegiato continuerà a farlo”. E ironizza: “Per orgoglio professionale non mi piace battagliare ad armi pari, voglio farlo in una posizione di inferiorità, perché lo sfizio di fottere il pm, se consentite, è molto più grande”.

Ricordiamo che il professor Franco Coppi ha più volte ribadito la sua contrarietà alla separazione, ad esempio il 30 maggio 2024 ha rilasciato un’ampia intervista a “La Stampa” dove disse: “Riforma ideologica, non risolve nulla. Non taglia tempi né errori giudiziari”: Franco Coppi: “La separazione delle carriere non risolve nulla” (di Riccardo Radi) – TERZULTIMA FERMATA

Il professor Coppi sintetizza il suo pensiero con questa sarcastica frase: “Pm e giudici oggi sono fratelli, dopo resteranno cugini”.

Il pensiero di Coppi in proposito non è una novità, intervistato l’8 luglio 2023 da Paolo Frosina, ha dichiarato: “La separazione delle carriere… sarebbe un’enorme spendita di quattrini, di mezzi, una cosa mostruosamente difficile. E a che servirebbe? Io non ho mai pensato di aver vinto o perso una causa perché il pm faceva parte della stessa famiglia del giudice”.

Un commento

  1. Se come criterio hai solo quello dell’utilità, Coppi ha ragione. Ognuno e ciò che manifesta, però. Magari gli si potrebbe suggerire di vedere la cosa non dal punto di vista dell’utile per magistrati e avvocati, ma da quello del cittadino che ha diritto a un giudice non sia solo imparziale, ma che lo appaia

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