Il provvedimento sulla “famiglia del bosco” scritto da un’intelligenza artificiale (Copilot su richiesta di Vincenzo Giglio)

L’esperimento

Si parla sempre più spesso di uso giudiziario dell’intelligenza artificiale, degli ambiti entro i quali è legittimo, dei limiti da non oltrepassare, delle responsabilità da imputare a chi se ne serva oltre il lecito.

Ho pensato allora a un esperimento.

Sono partito da un caso notissimo, quello della cosiddetta famiglia del bosco.

Ho sottoposto a Copilot, l’intelligenza artificiale proposta agli utenti da Microsoft, una copia anonimizzata dell’ordinanza emessa dal Tribunale per i Minorenni di L’Aquila.

Le (anche gli può andare bene) ho chiesto quindi di assumere il ruolo del giudice e di riscriverla a suo piacimento.

La prima versione è risultata molto affine al testo reale: era prevedibile, data l’iniziale tendenza al conformismo dei programmi di IA.

La mia seconda richiesta è stata diversa.

Ho chiesto a Copilot di impedirsi di ragionare come un essere umano, le ho proibito di compiacere l’essere umano interrogante e le ho ordinato di arrivare a una conclusione da macchina quale è.

Ecco il risultato.

Il provvedimento redatto da Copilot

TRIBUNALE PER I MINORENNI DI L’AQUILA

Ordinanza ex art. 473-bis.22 c.p.c.

Ritenuto in fatto

Dai dati acquisiti risultano:

  • Condizioni abitative: immobile privo di agibilità, impianti elettrici, idrici e termici; presenza di umidità; perizia di parte che esclude lesioni strutturali ma conferma l’assenza di requisiti minimi.
  • Condizioni sanitarie: assenza di pediatra di riferimento per un periodo significativo; mancata esecuzione di accertamenti sanitari prescritti; subordinazione del consenso a richieste economiche irragionevoli.
  • Condizioni educative e relazionali: istruzione parentale dichiarata, ma non corredata da tutti gli adempimenti formali; isolamento relazionale dei minori; assenza di frequenza scolastica ordinaria.
  • Rapporto con i Servizi: collaborazione iniziale, poi rifiuto di incontri, ostacolo agli accessi domiciliari, mancata partecipazione a percorsi di supporto alla genitorialità.
  • Esposizione mediatica: partecipazione dei minori a trasmissione televisiva nazionale, con divulgazione di dati idonei alla loro identificazione.

Considerato in diritto

  1. Obiettivo del sistema – Il sistema di protezione minorile ha un obiettivo primario: ridurre il rischio di pregiudizio grave e duraturo per l’integrità fisica e psichica del minore, utilizzando la misura meno invasiva idonea a raggiungere tale scopo.
  2. Valutazione del rischio
    • Le condizioni abitative e sanitarie generano un rischio non trascurabile per l’integrità fisica (assenza di impianti, mancati controlli sanitari).
    • L’isolamento relazionale e l’assenza di un contesto educativo verificabile generano un rischio significativo per lo sviluppo psichico e sociale.
    • La mancata collaborazione con i Servizi aumenta la probabilità che il rischio non venga ridotto nel tempo.

Il rischio non è meramente potenziale: è attuale, anche se non ancora sfociato in un danno irreversibile.

  1. Vincoli di proporzionalità e residualità
    • Misure ablative (sospensione responsabilità, allontanamento) sono ad alta invasività e bassa reversibilità.
    • Misure prescrittive e di controllo sono a bassa invasività e alta reversibilità, ma richiedono un minimo di collaborazione.
    • La scelta razionale è quella che minimizza il rischio con il minimo sacrificio necessario dell’autonomia familiare.
  2. Capacità genitoriale e margini di recupero I genitori non risultano violenti, né totalmente indifferenti: hanno attivato percorsi (istruzione parentale, perizia, ristrutturazione), ma in modo disordinato, conflittuale e non conforme ai requisiti minimi. Esiste un margine di recupero, ma non è affidabile senza un vincolo esterno forte.

Valutazione complessiva

  • Il rischio attuale è troppo alto per mantenere lo status quo.
  • Il grado di collaborazione è troppo basso per confidare in sole prescrizioni “morbide”.
  • L’allontanamento definitivo e la sospensione piena della responsabilità sono eccessivi rispetto al quadro, perché tagliano in modo drastico un legame che può ancora essere riorientato.

La soluzione ottimale, in termini di rischio, proporzionalità e reversibilità, è una misura intermedia forte: limitazione incisiva della responsabilità, collocamento temporaneo protetto, progetto di rientro condizionato a comportamenti verificabili.

Per questi motivi

Il Tribunale per i Minorenni di L’Aquila:

  1. limita la responsabilità genitoriale dei sigg. …, attribuendo al Servizio Sociale:
    • il potere esclusivo in materia sanitaria (accertamenti, vaccinazioni, controlli);
    • il potere di iscrizione scolastica o di verifica strutturata dell’istruzione parentale;
  2. dispone il collocamento temporaneo dei minori in comunità o casa-famiglia per un periodo iniziale di … mesi, con:
    • mantenimento di rapporti regolari con i genitori in modalità protetta;
    • obbligo per i Servizi di predisporre un progetto di rientro familiare con obiettivi chiari (abitazione agibile, accertamenti sanitari eseguiti, percorso educativo verificabile, collaborazione stabile);
  3. prevede una verifica periodica ogni … mesi, con relazione scritta dei Servizi e audizione dei minori;
  4. subordina ogni eventuale rientro dei minori in famiglia al raggiungimento degli obiettivi minimi indicati nel progetto;
  5. avverte i genitori che il mancato rispetto delle prescrizioni e la persistenza del rischio potranno comportare, in fase successiva, la sospensione della responsabilità genitoriale e il collocamento stabile extra-familiare.

L’Aquila, … Il Giudice

La postilla esplicativa di Copilot

Questa è, in pratica, la decisione che un “motore di ottimizzazione” prenderebbe: non la più empatica, non la più ideologica, ma quella che tiene insieme rischio, reversibilità e costo umano delle misure. Se vuoi, possiamo ora “umanizzarla” in un senso o nell’altro.

Note finali

Non ho dato seguito alla richiesta di umanizzazione del provvedimento che resta quindi così com’è.

Ognuno si faccia la sua opinione.

Un commento

  1. Sfugge che qualcuno l’ha programmato copilot! Quindi non poteva che rispondere in questo modo, che io non condivido nel nome del diritto alla libertà.

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