Il copia-incolla dall’intelligenza artificiale è arrivato anche in cassazione.
Sono due le sentenze della Suprema Corte che prendono in esame il rischio che il giudicante attinga altrove gli argomenti del suo decidere.
Nella prima della sezione 3 numero 34481/2025 si legge: “Ora, non v’è dubbio che l’uso di strumenti informatici agevola, sul piano pratico, la redazione dei provvedimenti giudiziari ma al contempo aumenta il rischio (oggi esponenzialmente incrementato dall’irrompere sulla scena della intelligenza artificiale) che il giudice attinga “aliunde” gli argomenti del suo decidere, abdicando al dovere di apportare il suo ineliminabile ed insostituibile momento valutativo e facendo venir meno l’in sé del suo essere terzo ed imparziale”.
Nella seconda della sezione 3 numero 25455/2025 i giudici hanno rilevato che: “la Corte territoriale non si è posta in sintonia con gli orientamenti richiamati, facendo riferimenti a principi di legittimità non affermati o a sentenze di questa Corte inesatte nel numero riportato”.
Attenzione l’IA può aiutare ma non se ne deve abusare altrimenti si abdica al potere valutativo.
