“Dialoghi sulla giustizia penale”: la nuova rubrica di Archivio Penale e il suo esordio con un confronto sulla separazione delle carriere (redazione)

Segnaliamo l’avvio di una nuova iniziativa nella comunità dell’editoria penalistica.

Ci riferiamo ai Dialoghi sulla giustizia penale, una rubrica appena varata dalla rivista Archivio Penale e affidata al coordinamento di Oliviero Mazza.

Nell’editoriale di presentazione (a questo link per la lettura) Alfredo Gaito scrive di “un tempo “a illuminazione ridotta”, di incertezze, politiche e normative”, in cui serve “rivisitare idee classiche, capirle, aggiornarle”, non solo con “contributi tendenti al classico” ma anche “con opinioni espresse con maggiore agilità”.

Ciò perché – aggiunge – “Il contesto editoriale non deve intimorire il lettore: questioni nuove e vecchie di diritto e di procedura penale, e della fenomenologia intorno, saranno trattate senza pretesa di fare dottrina”.

È una prospettiva che condividiamo, avendola fatta nostra fin dalla nascita di Terzultima Fermata: il diritto fatto, inteso e applicato senza formule arcane e inutili sovrastrutture è l’unico possibile ove gli si voglia restituire l’umanità perduta.

I primi dialoganti della rubrica sono, in ordine rigorosamente alfabetico, Oliviero Diliberto, ordinario di diritto romano da ultimo all’Università La Sapienza, più volte parlamentare e Ministro della Giustizia tra il 1998 e il 2000 nel Governo D’Alema, Vitaliano Esposito, già Procuratore generale presso la Suprema Corte, e Mauro Ronco, emerito di diritto penale presso l’Università di Padova, già presidente dell’Ordine degli Avvocati di Torino e componente del CSM.

Questo primo dialogo, la cui trama è a cura di Rossella Landi (a questo link per la lettura), non poteva che riguardare la revisione costituzionale che reca “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, mediaticamente semplificata come “Separazione delle carriere”: un confronto interessante e privo dell’asprezza polemica che sta caratterizzando la campagna referendaria in corso, vale la pena leggerne il risultato.

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